#Finsubito news dalla rete – Statalismo e rivoluzione: prende forma il programma di sinistra










Inizia a prendere forma il programma condiviso del Campo Largo, la coalizione di sinistra fondata da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), con la partecipazione dei radicali di +Europa (orfani di Emma Bonino) e di Italia Viva, la formazione di Matteo Renzi. A giudicare dai primi 21 punti messi nero su bianco, l’influenza maggiore è quella della sinistra massimalista.


All’Europa si chiede “una revisione integrale del patto di stabilità”, ma non per euroscetticismo, bensì per effettuare “un piano di investimenti comuni sul modello di Next Generation EU, anche ricorrendo a debito comune”. Per quanto riguarda la riforma del lavoro, la sinistra punta all’introduzione del salario minimo garantito e all’introduzione del congedo parentale parificato al 100% per padre e madre. Il tutto finanziato da una “vera riforma tributaria, necessaria ad assicurare il rispetto del principio costituzionale della progressività”, una frase che va letta come: introduzione della tassa patrimoniale. Il resto dei 21 punti è una lista di spese pubbliche. L’unico taglio richiesto è quello sulla spesa militare, nel nome del pacifismo. Bocciata anche l’autonomia differenziata, “al fine di preservare l’unità e la coesione nazionale ed evitare l’ulteriore ampliamento delle disuguaglianze territoriali, nonché a garantire il rafforzamento degli investimenti nel Mezzogiorno”.


Il carattere molto statalista e paternalista dei 21 punti del Campo Largo riflette a grandi linee quello che è il più coerente, anche se non il più grande, dei partiti che lo compongono: Avs. Che proprio in questa settimana ha iniziato a far votare ad elettori e simpatizzanti il suo programma. Scorrendo le proposte più votate dalla base, scopriamo che, in campo energetico, per abbattere del tutto le emissioni, il partito di Bonelli e Fratoianni dice “no” tassativamente al nucleare e punta al “100% di rinnovabili”. E pazienza che non producano energia in modo costante. I trasporti devono essere pubblici. Per farci rinunciare all’auto privata: abbonamenti pagati dal contribuente per tutti i minori di 30 anni. Per viaggiare, però, alcuni mezzi pubblici sono più pubblici degli altri. Gli aerei non sono fra questi e il partito di sinistra propone di super-tassarli e addirittura abolire i voli interni che sono in concorrenza con i treni ad alta velocità, per le tratte fino a 3 ore come il Milano-Roma.


Una battaglia di bandiera è quella sull’immigrazione, dove Avs propone porte aperte per tutti i “rifugiati climatici”. Cioè tutti, visto che, dal punto di vista della sinistra radicale, tutti gli immigrati arrivano da paesi vittime del riscaldamento globale. Abolita la legge Bossi-Fini e chiusi tutti i Cpr, ai comuni vengono dati fondi pubblici per accogliere, istruire, dare impiego e integrare tutti coloro che sbarcano in Italia, senza alcun limite numerico o di qualifica. Chiunque nasce in Italia diverrà cittadino italiano (Ius soli), chiunque si istruisca in Italia acquisirà la cittadinanza (Ius scholae).


Le case? Per Avs basta recepire integralmente e subito le due direttive Ue che riguardano le abitazioni: quella sulle Case Green e il regolamento (ancora da approvare) Affordable House Act, che limita il diritto di affittare la casa, il possesso e l’uso libero delle seconde case nelle aree “ad alto stress abitativo”, definizione che potrebbe includere quasi tutte le città italiane. Basta questo per minare il diritto di proprietà sulla casa.


Non si tratta solo di una riforma che incide su ambiente e proprietà, quella che il partito propone, se la proposta viene presa sul serio, è una vera rivoluzione antropologica. L’istruzione spetta esclusivamente allo Stato. Non solo sono eliminate tutte le forme di “finanziamento” alla scuola privata paritaria, ma viene esclusa anche la famiglia, dal momento che si propone: “Introdurremo l’educazione sessuale e affettiva come parte integrante del processo formativo, lasciando alle scuole responsabilità e libertà formativa. Aboliremo il «consenso informato» introdotto dalla legge Valditara” (corsivi nostri).


Poi si “libera” il cittadino dal lavoro. Il reddito universale di base, per tutti, ripristina l’originaria proposta del Movimento 5 Stelle del reddito di cittadinanza: “Per noi non è una semplice riforma tecnica del sistema assistenziale – si legge nella bozza del programma, in uno dei punti più votati dalla base – è una vera e propria necessità storica e filosofica, perché serve a scardinare quello che molti teorici definiscono il ricatto del capitalismo. In un sistema in cui la sopravvivenza biologica dipende strettamente dalla vendita della propria forza lavoro, il lavoratore si trova in una posizione di debolezza strutturale: il reddito diventa quindi l’arma fondamentale per restituire all’individuo il potere contrattuale di rifiutare condizioni di sfruttamento” (corsivi nostri).


Poi si annacqua fino a distruggerlo il concetto di famiglia: Proponiamo che possano adottare le coppie sposate, quelle unite civilmente, i conviventi e le persone single (…)  Chiediamo la procreazione assistita per tutte le donne e una legge contro l’omolesbobitransfobia”.


Infine si dà a tutti il diritto di farsi uccidere: “Ci impegniamo ad approvare nel primo anno una legge nazionale sul fine vita: il suicidio medicalmente assistito sarà garantito dal Servizio sanitario, con una risposta entro 30 giorni, il farmaco e l’assistenza gratuiti, l’eutanasia per chi non può assumere da sé il farmaco e una commissione indipendente di controllo”.


Perché è importante leggere queste proposte che sono in corso di votazione in un partito minore della coalizione di sinistra? Avs è in rapida crescita ed è stato il partito più votato dagli studenti nel 2024 e le sue idee sono l’espressione più esplicita della nuova sinistra. Considerando che l’originale è meglio della copia, potranno influire fortemente sul programma di tutto il Campo Largo. Sono anche le proposte più affini ai programmi di lungo periodo della Commissione Europea, su case, trasporti, energia e anche nuovi diritti. Quindi è il programma che potrebbe esserci imposto, volenti o nolenti, a colpi di direttive e regolamenti, in un futuro non troppo lontano.



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