#Finsubito news dalla rete – Arance italiane: produzioni, export e quota DOP IGP


L’Italia produce quasi un terzo delle arance dell’Unione Europea, ma in vent’anni ne ha perso quasi un quarto. Nel 2025 il raccolto si è fermato a circa 1,79 milioni di tonnellate, contro i 2,35 milioni del 2006 (ISTAT, 2026). Le arance rosse sostengono le esportazioni, mentre le bionde e le navel arrivano dall’estero in quantità crescenti (MAECI, 2026). I consumi domestici sono scesi di un terzo dal 2020 (Fellin, 2026).

Come per i limoni italiani, le indicazioni geografiche rappresentano solo una quota marginale della filiera. Arancia Rossa di Sicilia IGP, Arancia di Ribera DOP e Arancia del Gargano IGP hanno certificato nel 2023 circa 35 mila tonnellate, nell’ordine del 2% della produzione nazionale (Fondazione Qualivita, s.d.-a, s.d.-b, s.d.-c).

Arance italiane, produzione in calo e peso in Europa

Nel 2025 le arance in Italia occupavano 86.219 ettari in produzione e hanno offerto 1,79 milioni di tonnellate. Rispetto al 2006 la superficie è diminuita del 17,4%, la produzione del 23,7% e la resa per ettaro del 7,6%. Quasi tutto il raccolto viene dal Mezzogiorno: il 62,2% dalle Isole e il 37,6% dal Sud, con una flessione estesa a entrambe le aree (ISTAT, 2026).

Il confronto europeo, sui dati Eurostat ancora provvisori per il 2025, mostra due traiettorie opposte. L’Italia esprime il 30,5% della produzione di arance dell’Unione Europea, la Spagna il 50,3%. Rispetto al 2015 la produzione italiana è scesa del 20,9%, mentre quella spagnola è cresciuta del 24,4% e quella europea è rimasta stabile, con un -0,6% (ISTAT, 2026).

Commercio estero, l’Italia vende rosse e compra bionde

I dati di commercio estero, elaborati dall’Osservatorio economico del ministero degli Affari esteri su base Istat, distinguono tre voci di arance dolci fresche: navel, bionde e ‘altre arance dolci‘. In quest’ultima voce ricadono le arance pigmentate. La tabella considera solo le arance dolci fresche, perché la voce residua delle altre arance comprende anche frutti secchi e non dolci.

Arance dolci fresche, milioni di euro Export 2024 Export 2025 Import 2024 Import 2025
Navel 34 49 44 70
Bionde 13 11 50 62
Altre arance dolci, comprese le pigmentate 77 79 17 19
Totale 124 139 111 151

Fonte: elaborazioni Osservatorio economico MAECI su dati Istat (MAECI, 2026). Dati 2025 provvisori.

Nel 2025 il saldo delle arance dolci fresche è tornato negativo, per circa 12 milioni di euro, dopo un attivo di 13 milioni nel 2024. Il dato complessivo nasconde però una specializzazione netta. Sulle arance pigmentate l’Italia esporta quattro volte quello che importa, con un attivo di circa 60 milioni. Su navel e bionde accumula invece un passivo di oltre 70 milioni (MAECI, 2026). Nell’intero settore degli agrumi, nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 354,6 milioni di euro e le importazioni 388,3 milioni (MAECI, 2026).

Consumi in calo, il confezionato supera lo sfuso

Secondo le elaborazioni di CSO Italy riportate dalla stampa di settore, nel 2024 le famiglie italiane hanno acquistato 344 mila tonnellate di arance. È il 3% in meno rispetto al 2023 e circa un terzo in meno rispetto al 2020. La spesa è stata di 539,9 milioni di euro, con un prezzo medio di 1,57 euro al chilo (Fellin, 2026).

Le arance entrano nel carrello del 71% delle famiglie italiane, contro oltre l’80% prima della pandemia. Gli acquisti si concentrano tra gennaio e aprile, che valgono il 63% dei volumi. Il biologico si ferma a 31 mila tonnellate, il 6% in meno. Per la prima volta il confezionato, con 191 mila tonnellate, ha superato lo sfuso, sceso a 153 mila (Fellin, 2026).

DOP e IGP, una quota minoritaria della produzione

Le statistiche pubblicate da Qualigeo consentono un confronto omogeneo tra le tre denominazioni sul 2023.

Denominazione Produzione certificata 2023 Fatturato alla produzione 2023 Di cui export
Arancia Rossa di Sicilia IGP 26.791,4 t 17,414 milioni € 10,449 milioni €
Arancia di Ribera DOP 8.143,8 t 4,886 milioni € 0,786 milioni €
Arancia del Gargano IGP 5,1 t n.d. n.d.
Totale 34.940,4 t 22,300 milioni € 11,235 milioni €

Fonte: Fondazione Qualivita, schede Qualigeo (s.d.-a, s.d.-b, s.d.-c). Quantitativi convertiti da chilogrammi a tonnellate. Fatturato e export riferiti alle sole due denominazioni siciliane. n.d.: dato non disponibile.

L’ultimo dato ISTAT sulla produzione nazionale riguarda il 2025, mentre i dati certificati più recenti risalgono al 2023. Il confronto tra i due anni va quindi letto come un ordine di grandezza. Circa 35 mila tonnellate certificate su circa 1,79 milioni di t di produzione complessiva equivalgono a una quota intorno al 2% (ISTAT, 2026; Fondazione Qualivita, s.d.-a, s.d.-b, s.d.-c). Oltre il 97% delle arance italiane viene quindi coltivato e venduto fuori da queste denominazioni.

Le indicazioni geografiche garantiscono origine, metodo di produzione controllato e tracciabilità. La qualità dell’arancicoltura italiana comprende però anche produzioni biologiche, integrate e convenzionali vendute senza DOP o IGP. Il loro valore dipende dalla varietà, dalla gestione agronomica e dalla cura dopo la raccolta.

Tre denominazioni, tre identità territoriali

Arancia Rossa di Sicilia IGP, pigmentazione e selezioni

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP, registrata nel 1996, comprende le varietà Tarocco, Moro e Sanguinello. La zona di produzione è formata da 32 comuni delle province di Catania, Siracusa ed Enna. La raccolta va da dicembre a maggio ed è vietata la deverdizzazione dopo la raccolta, cioè la colorazione artificiale della buccia (Fondazione Qualivita, s.d.-c).

Il colore rosso si deve alle antocianine. Nelle arance rosse un retrotrasposone, un elemento genetico mobile, si è inserito accanto al gene Ruby, che regola la produzione di questi pigmenti. Il freddo attiva il retrotrasposone, e con esso il gene: per questo la pigmentazione dipende dalle basse temperature (Butelli et al., 2012). Il Tarocco raccoglie numerose selezioni, mentre il Moro produce più antocianine (Butelli et al., 2012).

Il Consorzio di tutela riunisce oltre 500 aziende agricole, con più di 7.200 ettari certificati, di cui 1.000 biologici. Nella campagna 2025/26 ha commercializzato oltre 24 mila tonnellate, nonostante i danni del ciclone Harry, con raffiche oltre i 120 chilometri orari. L’evento ha imposto selezioni più severe e costi aggiuntivi nei centri di confezionamento (Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, 2026).

Arancia di Ribera DOP, le bionde ombelicate della Sicilia

L’Arancia di Ribera DOP, registrata nel 2011, comprende le varietà Brasiliano, Washington Navel e Navelina, con i rispettivi cloni ammessi. Sono arance bionde del gruppo Navel, riconoscibili per l’ombelico, con polpa zuccherina e delicata. La zona – in Sicilia – comprende 13 comuni della provincia di Agrigento e uno della provincia di Palermo, lungo i fiumi Verdura, Magazzolo, Platani e Carboj (Fondazione Qualivita, s.d.-b).

La Navelina si raccoglie da inizio novembre a fine febbraio. Brasiliano e Washington Navel seguono dalla prima decade di dicembre a fine maggio. Dopo la raccolta le arance non ricevono trattamenti chimici né cere e vengono soltanto lavate con acqua potabile. La scorza resta così utilizzabile in cucina, per esempio per i canditi (Fondazione Qualivita, s.d.-b). La DOP è ammessa solo nelle categorie commerciali Extra e Prima e conta 309 operatori (Fondazione Qualivita, s.d.-b).

Arancia del Gargano IGP, giardini e raccolte tardive

L’Arancia del Gargano IGP, registrata nel 2007, tutela il Biondo Comune del Gargano e la cultivar locale Duretta, detta anche ‘arancia tosta’. La zona comprende Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico, sul versante settentrionale del promontorio. Sui terreni in pendenza gli aranceti vengono terrazzati con muretti a secco o ciglionamenti (Fondazione Qualivita, s.d.-a).

Il calendario è diverso da quello di tutte le altre aree agrumicole italiane. La Duretta si raccoglie dall’1 dicembre al 30 aprile, il Biondo Comune dal 15 aprile a fine agosto. Grazie alla buona conservabilità, a metà Ottocento le arance del Gargano arrivavano fino a New York e Chicago (Fondazione Qualivita, s.d.-a).

La produzione certificata è però crollata dai 38.067 chili del 2019 ai 5.128 del 2023, con 16 operatori iscritti (Fondazione Qualivita, s.d.-a). Questi numeri misurano il prodotto certificato, non la consistenza degli agrumeti né il loro valore storico.

Biodiversità oltre le denominazioni

In Basilicata l’arancia Staccia viene coltivata nei fondovalle dell’Agri e del Sinni, tra Tursi, Montalbano Jonico, Colobraro, Valsinni e San Giorgio Lucano. Il frutto è schiacciato ai poli e senza semi, pesa in media 300 grammi e può arrivare a 800-900. Matura a marzo ma rimane sulla pianta fino ad agosto. Proprio la pezzatura irregolare l’ha esclusa da un mercato che premia calibri uniformi. Dal 2007 un consorzio locale ne chiede il riconoscimento come DOP (Fondazione Slow Food, s.d.).

In Sardegna, gli aranceti di Milis, nell’alto Oristanese, risalgono ai monaci camaldolesi che si insediarono nel paese dal XIII secolo. A febbraio vi si tiene la sagra degli agrumi. Durante la seconda guerra mondiale gli aranceti nascosero un aeroporto militare, detto per questo ‘invisibile’ (Regione Autonoma della Sardegna, s.d.).

La ricerca pubblica amplia il patrimonio varietale. Il CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, indica tra le selezioni più diffuse nei nuovi impianti il Tarocco TDV, a maturazione precoce, e il Tarocco Lempso C5787, dalla buccia intensamente colorata. Il lavoro di selezione ha esteso da dicembre a maggio il calendario commerciale delle arance rosse (Caruso et al., 2026). Dagli incroci con il Tarocco sono nati anche agrumi mandarino-simili come il Tacle, da distinguere dalle arance propriamente dette.

Dal frutto fresco ai trasformati

La filiera comprende consumo fresco, spremute, succhi, marmellate e canditi. Nella cucina siciliana le arance entrano anche nei piatti salati, come l’insalata di arance rosse di Lentini.

Per i trasformati, la materia prima spesso proviene dall’estero. La comparazione GIFT su 50 spremute, succhi e bevande a base di arancia mostra infatti che l’origine della frutta nelle bevande Made in Italy compare solo su una parte delle etichette.

Il frutto intero conserva inoltre la fibra. Le linee guida del CREA precisano che il potere saziante di frutta e verdura vale per i prodotti consumati come tali, non per succhi, estratti e spremute, i quali spesso contengono meno fibra oltre a non richiedere masticazione (CREA, 2018).

Valore e prospettive dell’arancicoltura italiana

I dati indicano due fragilità. La prima è produttiva: superfici e rese sono in calo, mentre siccità ed eventi estremi come il ciclone Harry aumentano perdite e costi di selezione (ISTAT, 2026; Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, 2026). La seconda è commerciale: i consumi domestici calano, e navel e bionde importate coprono sempre più spazio sugli scaffali (Fellin, 2026; MAECI, 2026).

L’attivo delle arance pigmentate mostra dove l’Italia ha un vantaggio difficile da replicare altrove, perché il colore dipende dal freddo dei suoi areali (MAECI, 2026; Butelli et al., 2012). Le denominazioni possono rafforzarlo, ma oggi certificano circa il 2% del raccolto. Per i consumatori, scegliere l’origine italiana e seguire la stagione delle singole varietà sostiene questa filiera. Tanto più ove la scelta si orienti verso i prodotti certificati biologici, i quali garantiscono sempre la commestibilità della buccia e i più elevati standard di tutela di ecosistemi e biodiversità. Per gli acquirenti professionali contano continuità degli approvvigionamenti, tracciabilità, calendario varietale e specifiche coerenti con l’uso finale.

Dario Dongo

Riferimenti

Fonti statistiche e istituzionali

Caruso, M., Cortese, M., Russo, R., & Arlotta, C. (2026, 30 maggio). Nuove varietà CREA/2: agrumi. CREA Futuro. https://creafuturo.crea.gov.it/17216/

CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Linee guida per una sana alimentazione. Revisione 2018. https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018

Istituto nazionale di statistica [ISTAT]. (2026, 4 settembre). Produzioni agricole e zootecniche. Anno 2025. Statistica focus. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/Focus_Produzioni-agricole-e-zootecniche_Anno-2025-rev-7-settembre.pdf

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale [MAECI], Osservatorio economico. (2026, aprile). Interscambio commerciale dell’Italia nel settore agrumicolo (elaborazioni su dati Istat; dati 2025 provvisori). https://www.infomercatiesteri.it/public/osservatorio/interscambio-commerciale-settoriale/Interscambio_Agrumicolo_%2010_04_2026_1775820144.pdf

Regione Autonoma della Sardegna. (s.d.). Milis. SardegnaTurismo. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/milis

Indicazioni geografiche e biodiversità

Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP. (2026, 21 luglio). Campagna 2025-26: l’Arancia Rossa di Sicilia IGP supera i 24 milioni di kg. https://www.tutelaaranciarossa.it/arancia-rossa-di-sicilia-igp-raccolto-2025-2026/

Fondazione Qualivita. (s.d.-a). Arancia del Gargano IGP. Qualigeo. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/arancia-del-gargano-igp/

Fondazione Qualivita. (s.d.-b). Arancia di Ribera DOP. Qualigeo. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/arancia-di-ribera-dop/

Fondazione Qualivita. (s.d.-c). Arancia Rossa di Sicilia IGP. Qualigeo. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/arancia-rossa-di-sicilia-igp/

Fondazione Slow Food. (s.d.). Arancia staccia. Arca del Gusto. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/arancia-staccia/

Fonti tecniche e storiche

Butelli, E., Licciardello, C., Zhang, Y., Liu, J., Mackay, S., Bailey, P., Reforgiato-Recupero, G., & Martin, C. (2012). Retrotransposons control fruit-specific, cold-dependent accumulation of anthocyanins in blood oranges. The Plant Cell, 24(3), 1242–1255. https://doi.org/10.1105/tpc.111.095232

Stampa di settore

Fellin, V. (2026, 1 gennaio). Spremere il futuro: la sfida del valore oltre i volumi. Fresh Point Magazine. https://www.freshpointmagazine.it/en/spremere-il-futuro-la-sfida-del-valore-oltre-i-volumi/


Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE – GIFT – Food Times) ed Égalité.


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