13 Ottobre 2026
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Le aziende perdono in media 43 centesimi al chilometro sugli oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti ogni anno. Il Comitato:”Il confronto con la Regione è proficuo, ora occorre un intervento coordinato su risorse e contratti con un Tavolo permanente che coinvolga Regione, agenzie per la mobilità e operatori pubblici e privati”
“Il sottofinanziamento del trasporto pubblico locale a livello nazionale, l’aumento dei costi di gestione, le misure di sostegno finora insufficienti e uno squilibrio economico oramai strutturale mettono sotto pressione la sostenibilità economica delle imprese private che garantiscono i servizi del trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna.
I corrispettivi riconosciuti agli operatori non riescono più a coprire i costi effettivi, cresciuti negli ultimi anni tra rincari energetici, aumenti del costo del lavoro e maggiori spese di gestione. Una situazione che, senza interventi adeguati, rischia di compromettere la sostenibilità delle imprese e la continuità dei collegamenti, soprattutto nei territori più periferici. Per affrontare questa situazione servono risorse adeguate da parte del Governo e un percorso condiviso con la Regione per individuare soluzioni concrete”.
È l’allarme lanciato dal CAIPET, il Comitato delle associazioni delle imprese private esercenti il trasporto di persone su strada, che riunisce ANAV Emilia-Romagna, CNA Emilia-Romagna, Confartigianato Imprese Emilia-Romagna, Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, attraverso le parole del coordinatore Davide Missiroli, in occasione della conferenza stampa tenutasi questa mattina al Sav Hotel di Bologna.
A fotografare la situazione sono i dati della relazione tecnica presentata dal Comitato: una perdita media di 43 centesimi per ogni chilometro percorso, su oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti annualmente dalle imprese private, che assicurano più del 20% del trasporto pubblico locale su gomma in Emilia-Romagna. Uno squilibrio economico complessivo stimato in quasi 10 milioni di euro all’anno.
Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre al coordinatore Missiroli di Legacoop Emilia-Romagna, Alessio Passini per Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna, Marco Bonelli per ANAV Emilia-Romagna, Stefano Pollini per CNA Emilia-Romagna e Zeno Gobetti per Confartigianato Imprese Emilia-Romagna.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato nei mesi scorsi con la Regione Emilia-Romagna e con l’assessora alla Mobilità e ai Trasporti Irene Priolo, con l’obiettivo di individuare soluzioni per uno squilibrio economico che precede la recente crisi energetica e che è stato ulteriormente aggravato dall’aumento dei costi di gestione.
A pesare è soprattutto il caro gasolio, accentuato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che si inserisce in un contesto già difficoltos, con rincari medi del 37% tra marzo e settembre 2026 rispetto al 2025 ed extracosti stimati in circa 19 centesimi al chilometro per il solo 2026. Le misure nazionali adottate sul fronte delle accise non hanno prodotto benefici efficaci per il settore del trasporto pubblico locale, mentre il credito d’imposta ha coperto meno di un terzo degli aumenti. Si aggiungono gli effetti del rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, con un incremento del costo del lavoro nell’ordine del 15%, a fronte di risorse ministeriali annunciate ma non ancora erogate e comunque insufficienti a compensare gli aumenti, oltre ai rincari di assicurazioni, manutenzioni e ricambi.
Il quadro evidenzia soprattutto la necessità di un intervento nazionale strutturale: il Fondo Nazionale Trasporti, secondo le stime del CAIPET, presenta un fabbisogno aggiuntivo di oltre 1,2 miliardi di euro annui per rispondere adeguatamente alle esigenze del settore. Una carenza di risorse che limita la capacità delle Regioni di far fronte alla crescita dei costi e rende più difficile garantire l’equilibrio economico dei servizi.
Per affrontare la situazione, ha presentato tre richieste alla Regione Emilia-Romagna: l’istituzione di un tavolo regionale permanente che coinvolga Regione, agenzie per la mobilità e operatori pubblici e privati, per affrontare in maniera coordinata gli squilibri contrattuali; la previsione di risorse aggiuntive nel bilancio regionale 2027, per sostenere il riequilibrio economico dei servizi; e un’iniziativa istituzionale nei confronti del Governo per ottenere un adeguamento strutturale del Fondo Nazionale Trasporti, commisurato all’effettivo andamento dei costi, oltre a misure efficaci per compensare gli extracosti già sostenuti dalle imprese.
“Non è una questione di mancanza di volontà o di impegno da parte delle imprese nel garantire il servizio: quando produrre un chilometro costa strutturalmente più di quanto viene riconosciuto, il sistema non regge. La sostenibilità finanziaria è la precondizione assoluta per tutelare il diritto alla mobilità garantito dalla nostra Costituzione e la continuità di un servizio pubblico essenziale. Lo squilibrio è strutturale e la risposta delle istituzioni deve essere altrettanto strutturale, per proteggere continuità, qualità, sicurezza e capillarità del trasporto pubblico locale – sottolinea Missiroli –. Quello che chiediamo è un intervento urgente coordinato, capace di superare la frammentazione delle singole trattative territoriali e di dare alle imprese condizioni economiche certe attraverso un provvedimento straordinario per l’anno 2026 per garantire la continuità dei servizi. Gli incontri avuti in questi mesi con l’assessora Priolo si stanno rivelando positivi e auspichiamo che possano tradursi presto in azioni concrete”.
Per il CAIPET, intervenire sul riequilibrio dei contratti e sulle risorse destinate al settore significa salvaguardare la capillarità dei collegamenti, in particolare nei piccoli centri, nelle aree interne e montane, dove il trasporto pubblico rappresenta un presidio fondamentale di accessibilità e coesione territoriale.
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