Adrara San Martino. Per tre giorni Adrara San Martino è diventata un punto d’incontro internazionale per il mondo dell’oboe. Musicisti provenienti da Europa, Asia e Americhe, differenti scuole e tradizioni interpretative, giovani talenti, grandi maestri e un pubblico numeroso hanno dato vita all’edizione 2026 dell’XI Concorso Internazionale di Oboe “Giuseppe Ferlendis” e dell’VIII Concorso Internazionale per Giovani Oboisti “Luca Figaroli”.
Un’edizione che segna un nuovo importante traguardo nel percorso della manifestazione promossa e organizzata dal Gruppo Ricerca Storica ODV di Adrara San Martino: 68 iscritti complessivi, dei quali 51 al “Giuseppe Ferlendis” e 17 al “Luca Figaroli”, provenienti da numerosi Paesi del mondo. Numeri ai quali si è accompagnato un livello artistico particolarmente elevato, culminato nel concerto dei vincitori e nella cerimonia di premiazione, davanti a un teatro gremito da un pubblico composto anche da spettatori di diverse nazionalità. Un successo che conferma la crescita di un progetto nato ad Adrara San Martino con un duplice obiettivo: riportare al centro dell’attenzione internazionale la figura e l’opera di Giuseppe Ferlendis e, contemporaneamente, investire sulle nuove generazioni di musicisti, facendo del territorio bergamasco un luogo di incontro, formazione e scambio culturale.
Max Vogler vince l’XI Concorso Internazionale “Giuseppe Ferlendis”
A conquistare il primo premio dell’XI Concorso Internazionale di Oboe “Giuseppe Ferlendis” è stato Max Vogler, protagonista assoluto della fase conclusiva della competizione. Vogler ha ottenuto anche il premio per la migliore esecuzione del Concerto n. 1 in fa maggiore di Giuseppe Ferlendis, riconoscimento dedicato alla memoria di Salvatore Tancredi, ideatore e realizzatore del Concorso. Il secondo premio è stato assegnato ad Aleksandra Kindic, mentre Viola Weiskopf ha conquistato il terzo posto. Ai tre classificati sono state assegnate borse di studio rispettivamente di 2.000 euro, 1.500 euro e 1.000 euro. A queste si aggiunge la borsa di 750 euro destinata alla migliore esecuzione del Concerto n. 1 di Ferlendis.
Il verdetto è arrivato al termine di tre giorni di selezioni particolarmente impegnative. I concorrenti si sono confrontati con un programma capace di attraversare epoche e linguaggi diversi, da Mozart e Ferlendis fino a Bach, Schumann, Dutilleux, Saint-Saëns, Holliger, Berio, Silvestrini, Yun, Doráti, Strauss, Pasculli e Martinů. Un repertorio pensato per mettere alla prova non soltanto la preparazione tecnica, ma anche maturità interpretativa, personalità musicale e versatilità dei giovani oboisti.
“Luca Figaroli”: il futuro dell’oboe sale sul palco
Accanto al Concorso Ferlendis, l’VIII Concorso Internazionale per Giovani Oboisti “Luca Figaroli” ha portato ad Adrara San Martino una nuova generazione di interpreti, alcuni giovanissimi, confermando la forte vocazione formativa della manifestazione.
Nella Categoria A, il primo premio è stato assegnato ex aequo a He Xinmo e Bartolomeo Montanari. Antonio La Greca e Thomas Vancayseele hanno conquistato ex aequo il secondo premio, mentre Alessandro Dumitrache si è classificato terzo.
Nella Categoria B, Lee Jihyeon ha conquistato il primo premio, Charlotte Devitt il secondo e Zhu Hanmin il terzo.
Nella Categoria C, il primo premio è andato a Nicolò Pellegrino, seguito da Maria Pawlik, seconda classificata, e Rinalds Rozenlauks, terzo.
Anche il “Luca Figaroli” ha previsto borse di studio per i primi tre classificati di ciascuna categoria: 200, 150 e 100 euro per la Categoria A; 250, 150 e 100 euro per la Categoria B; 300, 150 e 100 euro per la Categoria C. In caso di ex aequo, come previsto dal regolamento, la relativa borsa di studio viene suddivisa in parti uguali. A tutti i concorrenti è stato inoltre rilasciato l’attestato di partecipazione. Il significato del “Luca Figaroli” va però oltre la classifica: offrire a musicisti in giovane età la possibilità di misurarsi con un palcoscenico internazionale, ascoltare i propri coetanei e confrontarsi con interpreti e docenti di grande esperienza, trasformando la competizione in un’occasione di crescita.
Una Commissione internazionale per un Concorso internazionale
A decretare i risultati è stata una Commissione che ha riunito alcune importanti personalità del panorama oboistico e musicale: Marino Bedetti, direttore artistico del Concorso e presidente della Commissione; Emanuel Abbühl; Francesco Di Rosa; PierAngelo Pelucchi e Luca Vignali. Un elemento centrale della manifestazione, perché la presenza ad Adrara San Martino di interpreti, docenti e professionisti con esperienze e percorsi internazionali ha offerto ai concorrenti qualcosa che va oltre la valutazione: la possibilità di confrontarsi con differenti esperienze, sensibilità e tradizioni musicali.
È proprio Marino Bedetti, direttore artistico e presidente della Commissione, a tracciare il bilancio artistico dell’edizione. “Arriviamo alla conclusione di una bellissima manifestazione. Sono venuti ad Adrara San Martino ragazzi da ogni parte del mondo e abbiamo incontrato un livello davvero altissimo. Abbiamo ascoltato giovani che sono già grandi artisti e che, ne sono convinto, faranno parlare di sé nel panorama musicale internazionale. Sono stati tre giorni fantastici, intensi, ricchi di musica e di incontri. Credo sia il modo migliore per concludere questa edizione”.
Paolo Paris: “Un risultato che premia anni di lavoro. Arrivederci al 2028”
Grande soddisfazione anche da parte di Paolo Paris, presidente del Gruppo Ricerca Storica ODV di Adrara San Martino. “Siamo estremamente soddisfatti, innanzitutto per la partecipazione internazionale raggiunta dal Concorso e poi per il livello di bravura che questi ragazzi hanno dimostrato. Sono stati tre giorni molto intensi e la manifestazione si è svolta nel migliore dei modi. Vedere Adrara San Martino accogliere così tanti giovani provenienti da Paesi diversi ripaga il lavoro che viene portato avanti durante tutto l’anno. Dietro un evento di queste dimensioni ci sono organizzazione, volontariato, collaborazioni, partner e istituzioni che credono nel valore della cultura. A tutti coloro che hanno contribuito va il nostro ringraziamento. Chiudiamo questa edizione con grande soddisfazione e con un messaggio molto semplice: arrivederci al 2028”.
Le istituzioni al fianco del progetto
La crescita della manifestazione è stata accompagnata anche dal sostegno delle istituzioni e degli enti del territorio, riconoscimento importante per un progetto culturale che da Adrara San Martino ha progressivamente ampliato la propria dimensione internazionale. L’edizione ha beneficiato del contributo della Fondazione della Comunità Bergamasca. La Provincia di Bergamo ha sostenuto il concerto finale nell’ambito del Bando Cultura, mentre la serata conclusiva di premiazione ha ricevuto il patrocinio oneroso del Consiglio della Regione Lombardia. Inoltre si ringraziono tutti i partner del progetto: BCC Basso Sebino, Agriturismo Grammelot, Arcke, Artigianlegno, Cavalli Musica, Centrostampi, ERREPI Elettroimpianti, Fiem, Italian Gasket, LSM, Manifattura Borroni, Marchi Fiati, PG – Esperienze di Tenuta, Punto Gomma. Un sostegno che assume un significato particolare perché accompagna un’iniziativa capace di coniugare alta formazione musicale, valorizzazione dei giovani, memoria storica, internazionalizzazione e promozione culturale del territorio bergamasco.
Francesco Micheli: “Per la Provincia è un onore ospitare un Concorso di questo prestigio”
A sottolineare il valore istituzionale della manifestazione è stato Francesco Micheli, consigliere della Provincia di Bergamo. “Per la Provincia di Bergamo è un onore che Adrara San Martino e il nostro territorio possano ospitare un concorso internazionale così importante e prestigioso. L’impegno degli enti territoriali deve essere quello di sostenere, per quanto possibile e attraverso gli strumenti a disposizione, iniziative di così alto rilievo culturale. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, perché manifestazioni come questa rappresentano un patrimonio per l’intero territorio”.
Alex Vicini: “Cultura, giovani e territorio insieme in un contesto internazionale”
Sulla stessa linea Alex Vicini, assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Adrara San Martino. “Per il nostro Comune è un onore ospitare una manifestazione di questo livello. Un ringraziamento importante va al Gruppo Ricerca Storica e a tutta l’associazione per aver organizzato un evento capace di unire educazione, cultura e valorizzazione dei giovani musicisti. C’è poi un aspetto particolarmente significativo per Adrara San Martino : grazie a questo concorso il nostro territorio entra in un contesto internazionale di alto livello e di grande qualità. Accogliere qui musicisti, famiglie e pubblico provenienti da Paesi diversi significa far conoscere la nostra comunità attraverso la cultura e la musica”.
A restituire visivamente la dimensione raggiunta dal progetto è stata soprattutto la serata conclusiva: un teatro gremito, con concorrenti, famiglie, appassionati e spettatori di diverse nazionalità riuniti per il concerto e le premiazioni. A condurre la serata è stato Michele Maffeis, accompagnando il pubblico attraverso le esibizioni dei vincitori e i diversi momenti della cerimonia. Tra gli spettatori era presente anche Carlo Romano, già primo oboe dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, presenza particolarmente significativa in una serata interamente dedicata all’oboe e ai suoi giovani interpreti. Il concerto conclusivo ha così trasformato il momento competitivo in una festa della musica: dopo giorni di prove e selezioni, i vincitori sono tornati sul palco non più soltanto come concorrenti, ma come protagonisti di una serata pensata per condividere con il pubblico il talento emerso durante il Concorso.
Da Adrara San Martino al mondo
L’edizione 2026 lascia soprattutto un dato: 68 giovani musicisti iscritti, 51 al “Giuseppe Ferlendis” e 17 al “Luca Figaroli”, arrivati da Italia e da numerosi Paesi stranieri. Dietro quei numeri ci sono lingue, percorsi formativi e scuole musicali differenti. Per alcuni giorni si sono incontrati tutti ad Adrara San Martino, un comune bergamasco che attraverso la figura di Giuseppe Ferlendis continua a costruire un ponte fra la propria storia e il panorama musicale internazionale contemporaneo. È forse questa l’immagine più significativa lasciata dall’edizione 2026: un progetto profondamente radicato nel proprio territorio che, proprio grazie alle sue radici, riesce a parlare al mondo. Il sipario cala dunque sull’XI Concorso Internazionale di Oboe “Giuseppe Ferlendis” e sull’VIII Concorso Internazionale per Giovani Oboisti “Luca Figaroli”. Ma è già un arrivederci.
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