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India: la crescita vertiginosa dell’economia

Con circa 1,48 miliardi di abitanti, l’India è il Paese più popoloso al mondo. Quando ne parlano, spesso le persone fanno riferimento alla sporcizia delle sue strade o agli alti livelli di povertà ma in realtà l’India ha la crescita economica più veloce a livello globale tra i grandi Paesi.

La crescita economica dell’India, infatti, è pari al 7% mentre l’Italia e gran parte dei Paesi europei faticano a superare una crescita economica dell’1%.

Per comprendere la situazione economica dell’India è importante sapere che lì l’anno fiscale funziona diversamente rispetto a quello italiano e va da aprile a marzo.

Il boom economico indiano è trainato dai settori della manifattura, dell’edilizia e dei servizi. Per la prima volta in anni, inoltre, non cresce soltanto la spesa pubblica ma aumentano anche gli investimenti privati delle aziende.

Meno tasse: l’importanza della modifica di settembre 2025

La riforma fiscale ufficiale, entrata in vigore il 22 settembre 2025, ha visto come protagonista la revisione della GST (equivalente all’IVA italiana).

Il meccanismo è piuttosto semplice e si basa sull’idea di meno tasse sui prodotti che si traducono in prezzi più bassi che, a loro volta, portano a un maggior numero di acquisti. Questo significa più fatturato per le aziende e, su larga scala, una maggiore crescita per il Paese.

La modifica sembra già funzionare. Secondo i dati ufficiali del governo, infatti, le aziende registrate sono passate da 6,65 milioni nel 2017 a 15,1 milioni nel 2025.

Il governo ha apportato anche un altro cambiamento, che riguarda la classe media. L’esenzione dalle tasse sul reddito per chi guadagna fino all’equivalente di 13.500 euro l’anno permette a molte famiglie di arrivare a fine mese con più soldi in tasca.

La forza dei servizi informatici

L’India è una delle nazioni più forti dal punto di vista dei servizi informatici. Nel 2026 il Paese ha raggiunto un record storico vendendo questi servizi all’estero per 421,3 miliardi di dollari.

Inoltre, se è vero che nei piccoli negozi di famiglia o nei mercati delle regioni più remote spesso è possibile pagare solo in contanti, in generale l’India vanta un sistema di pagamento tramite cellulare, che si chiama UPI. Questo sistema è stato lanciato dal governo nel 2016 e serve per pagare tutto tramite telefono in tempo reale. Da un pasto al ristorante alle bollette in banca, passando per tutto ciò che c’è in mezzo, per l’indiano medio è assolutamente normale uscire di casa senza contanti e affidarsi totalmente ai pagamenti tramite telefono.

Nel maggio 2026 sono state registrate transizioni pari a 23,2 miliardi, confermando l’efficacia del sistema di pagamento digitale.

“Make in India”: valorizzare la produzione locale

Il governo punta molto sulla produzione all’interno del Paese grazie al programma “Make in India” tramite il quale lo Stato elargisce denaro alle aziende. Queste beneficiano dei soldi provenienti dallo Stato solo se effettivamente producono di più. Non basta promettere di farlo.

L’azienda di semplici microchip di Dholera, in Gujarat, è una prova del funzionamento di questo sistema. L’azienda lavora insieme a una di Taiwan e l’investimento ha superato gli 11 miliardi di dollari, portando alla creazione di 20.000 posti di lavoro. Lo Stato paga fino alla metà dei costi del progetto e l’azienda dovrebbe iniziare a produrre nel 2027-2028.

La Borsa e il ritorno degli acquisti da parte degli stranieri

La Borsa non è la stessa cosa della crescita economica e, nel 2026, quella indiana è scesa di quasi il 10% dall’inizio dell’anno. Ci sono però delle buone notizie perché gli stranieri, che finora avevano venduto più di quanto non avessero comprato, sono tornati ad acquistare.

Ad agosto 2026, infatti, i dati testimoniano investimenti pari a 3,1 miliardi di dollari in un mese, il dato più alto in due anni. In più, gli investitori indiani hanno tenuto in piedi il mercato anche quando quelli stranieri hanno diminuito il loro raggio di acquisto.

I conti pubblici, poi, ben s’incastrano in questo panorama di crescita. L’India infatti ha messo da parte riserve in valuta estera che superano i 700 miliardi di dollari, sufficienti per coprire oltre 11 mesi di importazioni.

Fra ricchi e poveri – la diseguaglianza in India

Chiunque è stato in India può raccontare l’evidente diseguaglianza economica fra gli abitanti delle varie città. Per capire meglio l’impatto dell’economia del Paese sui singoli abitanti, immaginiamo l’India come una grande famiglia al cui interno vengono prodotti abiti, cibo, servizi, telefoni e via dicendo.

Tutta questa produzione va sotto il nome di PIL, che è il valore di tutto ciò che il Paese produce in un anno. Più questo valore è alto, più il Paese produce ricchezza.

Tornando all’esempio dell’India come una grande famiglia, immaginiamo ora di suddividere questa ricchezza in parti uguali fra tutti i componenenti (ovvero, fra tutti gli abitanti del Paese). Questo è il PIL pro capite, che determina quanto spetterebbe a ogni singola persona, se ognuno prendesse la stessa fetta.

Questa fetta in India è piuttosto piccola, pari a circa 2.800 dollari l’anno a persona, mentre in Italia la stessa fetta vale più o meno 38.000 dollari annuali. Il motivo di questa differenza è presto detto, e lo abbiamo accennato all’inizio dell’articolo. In India ci sono tantissime persone e, ogni anno, la ricchezza va suddivisa fra un numero enorme d’individui.

In più, i soldi non sono distribuiti in maniera equa. In India ci sono pochi ricchi e tantissimi poveri.

Per i giovani che hanno appena finito gli studi e sono in cerca di un lavoro, poi, la situazione in India non è delle più rosee. La concorrenza infatti è altissima. Nel 2025 i giovani che hanno cercato lavoro in India erano più di tutte le persone che vivono in Italia.

Questo porta a serie conseguenze come l’impossibilità, per molti giovani, di trovare un impiego o il doversi accontentare di un mestiere semplice, che non ha niente a che vedere con il percorso di studi fatto. A lungo andare questo può portare a un livello d’insoddisfazione che potrebbe rallentare la crescita del Paese.

Perché la crescita economica dell’India è importante a livello globale

Viviamo tutti sul pianeta Terra e ogni Paese contribuisce alla crescita economica globale. Naturalmente, alcune nazioni contribuiscono pochissimo mentre altre molto.

Secondo i calcoli del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che determinano quanto ogni Paese contribuisce alla ricchezza del pianeta, l’India si classifica al secondo posto, dopo la Cina, offrendo un contributo pari al 17% della crescita economica globale.

L’India interessa a tutto il mondo per fattori come un enorme mercato di clienti ma anche come Paese in cui sempre più aziende stanno costruendo fabbriche. Come abbiamo già visto, l’India vende servizi informatici agli altri Paesi e ha conti pubblici solidi.

L’India, insieme alla Cina, è quindi uno dei fiori all’occhiello dell’economia globale.


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