#Finsubito news dalla rete – Nuovo Bonus Riqualificazione per microimprese: escluso il cappotto, incentivi per infissi e impianti


Stop agli incentivi per il cappotto termico e via libera a quelli su infissi, schermature, impianti e fotovoltaico per il nuovo bonus che sarà riservato alla riqualificazione energetica degli immobili delle microimprese.

La novità è contenuta nel Piano Sociale per il Clima (PSC) formalizzato dal MASE, che punta a riqualificare 128.000 immobili con una dote di 1,25 miliardi di euro. Il bonus sarà un contributo diretto alle imprese che centrano il target della riduzione del 30% dei consumi energetici dell’edificio.

I dettagli operativi saranno messi a punto a breve, ma l’esclusione del cappotto termico a causa degli alti costi è messa nera su bianco nel testo, e segna un cambio di passo determinante per raggiungere i target di decarbonizzazione fissati. Il sostegno alla realizzazione del cappotto termico, infatti, è escluso anche per gli interventi su immobili pubblici e dei privati. Sempre incentivati, invece, i pannelli solari in abbinamento alle pompe di calore.

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Sergio PesaresiIngegnere civile, progettista specializzato in costruzioni ecosostenibili e di bio-architettura. È consulente e docente dell’Agenzia CasaClima di Bolzano. Progettista di case passive certificato dal Passvhaus Institut di Darmstadt (D) e accreditato presso il PHI-Ita di Bolzano. Supervisor della Fondazione ClimAbita e SouthZeb designer. Tecnico base di ARCA e Tecnico ufficiale Biosafe Certificato EES Avanzato – Esperto in Edilizia Sostenibile italiana. Studioso delle tematiche del Paesaggio e della Mobilità Sostenibile. È docente in corsi di aggiornamento professionale e consulente di Fisica Edile e relatore al CoNaPE, il Convegno Nazionale sulla Patologia Edilizia organizzata da Maggioli Editore.

 

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Partite IVA e microimprese con costi energetici alti

Dal punto di vista dei requisiti soggettivi l’agevolazione sarà riservata esclusivamente alle microimprese, ossia singole partite IVA e realtà con meno di 10 occupati e un fatturato annuo o totale di bilancio inferiore a due milioni di euro in condizione di vulnerabilità energetica. Con questo termine si intendono le microimprese che risentono in modo significativo dell’impatto sui prezzi dei prodotti energetici e non hanno i mezzi per ristrutturare l’edificio che occupano o per acquistare veicoli a zero e a basse emissioni o per passare a modi di trasporto alternativi sostenibili.

Su un totale di circa 4,3 milioni di microaziende, attive in tutti i settori dell’economia, le stime parlano di una potenziale platea di 80.000 soggetti che potranno usufruire del contributo diretto.

Interessati gli edifici con le performance peggiori

Per quanto riguarda i fabbricati, la scelta della platea risponde a una rigida logica di priorità legata alle prestazioni dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE): l’intervento si focalizzerà su quelli nelle classi energetiche più basse, nello specifico le classi F e G identificati come di proprietà esclusiva delle microimprese vulnerabili, come risultante dai registri catastali e dai titoli di proprietà legalmente riconosciuti, garantendo che tutti gli interventi producano benefici diretti ai soggetti proprietari.

Secondo le stime ministeriali, l’attivazione della dote da 1,25 miliardi di euro consentirà di riqualificare circa 128.000 unità immobiliari di proprietà o in uso stabile alle microimprese, andando a sanare quella fascia di patrimonio edilizio produttivo che genera il maggior quantitativo di emissioni climatiche e assorbe la quota più alta di consumi non rinnovabili.

L’obbligo di intervento sulle classi F e G introduce vincoli specifici, sul modello di quanto già testato con il meccanismo del Conto Termico. Il bando finanzierà tutti gli interventi che, complessivamente adottati, porteranno a determinare una riduzione minima del 30% dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile. Questo salto prestazionale dovrà essere obbligatoriamente asseverato dal professionista abilitato attraverso il doppio deposito dell’APE ante e post operam.

No al cappotto, sì agli interventi mirati e al fotovoltaico

Il Piano punta alla riduzione dei consumi, ma con interventi specifici da questo punto di vista, escludendo espressamente gli interventi di riqualificazione integrale dell’involucro edilizio “considerati i costi molto elevati per unità immobiliare”. Quindi la sfida sarà quella di mettere a punto una lista di interventi integrati che consentano di raggiungere l’obiettivo del taglio del 30% dei consumi energetici.

Il Piano elenca espressamente tra questi:

  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti con esposizione da Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili;
  • sistemi di building automation;
  • installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, anche con allaccio al teleriscaldamento o a microcogeneratori;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici anche dotati di sistemi di accumulo e associati ad una pompa di calore ad alta efficienza di classe A+++.

In quest’ultimo caso l’incentivo è limitato agli impianti realizzati con moduli fotovoltaici prodotti in Europa e certificati con alti standard di efficienza (almeno il 21,5% per i moduli e il 23,5% per le celle).

Le misure attuative sono in programma entro il primo trimestre del 2027.

Quadro di sintesi

Contributo riqualificazione

Parametri operativi e vincoli di piano

Caratteristiche

Dote finanziaria complessiva

1,25 miliardi di euro su base pluriennale (fondo FSC)

Stanziamento blindato a livello UE; i fondi non possono essere stornati su altre voci

Target di beneficiari ammessi

Solo microimprese (<10 dipendenti, fatturato ≤2 mln €) in condizioni di vulnerabilità energetica

Focus su immobili di proprietà al 100% delle imprese

Immobili interessati

Edifici in classe energetica F e G

Miglioramento del 30% dei consumi energetici

Obiettivo

Efficientamento di 128.000 edifici

Interventi da realizzare entro il 2032

Interventi ammessi

Infissi, tende, fotovoltaico e pompe di calore, solare, microcogeneratori, teleriscaldamento

Obbligo di eliminare o ridurre drasticamente il ricorso ai vettori fossili (gas metano/gpl)

Tempistica dei decreti attuativi

Entro la prima metà del 2027

Fase attuale di due diligence sui cataloghi fornitori

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