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La peste non è una sola malattia dal punto di vista clinico. Lo stesso batterio, Yersinia pestis, può provocare quadri molto diversi in base alla parte dell’organismo coinvolta. Se raggiunge i linfonodi si sviluppa soprattutto la peste bubbonica. Se prolifera nel sangue può comparire la peste setticemica. Quando interessa i polmoni si parla invece di peste polmonare. [1,2]
Tra queste, l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la forma polmonare come la più virulenta. È caratterizzata da un’evoluzione molto rapida e, a differenza delle altre forme, può trasmettersi direttamente tra persone attraverso particelle respiratorie infette. [1]
Tipi di peste: in breve
- Peste bubbonica: è la forma più comune e colpisce soprattutto i linfonodi, formando i caratteristici bubboni.
- Peste setticemica: il batterio si moltiplica nel sangue e può provocare sepsi, sanguinamenti, danni ai tessuti e insufficienza multiorgano.
- Peste polmonare: interessa i polmoni, può peggiorare rapidamente ed è la forma con capacità di trasmissione respiratoria diretta tra persone.
- Tutte le forme sono trattabili con antibiotici, ma la rapidità della diagnosi è particolarmente importante nelle manifestazioni polmonare e setticemica.
Perché esistono tre tipi di peste se il batterio è sempre lo stesso?
La differenza non dipende dalla presenza di batteri diversi. L’agente responsabile è sempre Yersinia pestis. A cambiare è soprattutto il percorso seguito dal microrganismo nell’organismo e il distretto in cui riesce a moltiplicarsi. [1,4]
Dopo una puntura di pulce infetta, il batterio può raggiungere il sistema linfatico e replicarsi nei linfonodi. Da qui deriva la tipica forma bubbonica. Se entra nel circolo sanguigno, l’infezione può diventare sistemica e trasformarsi in peste setticemica. Se raggiunge il tessuto polmonare, invece, può determinare una polmonite rapidamente progressiva. [1-3]
Le tre manifestazioni, quindi, non sono necessariamente compartimenti separati. Una forma può evolvere in un’altra se il batterio riesce a diffondersi nell’organismo. [1,3]
Peste bubbonica: perché compaiono i bubboni?
La peste bubbonica è la forma più frequente. L’infezione si sviluppa generalmente dopo la puntura di una pulce che trasporta Yersinia pestis. Il batterio penetra attraverso la cute e raggiunge i linfonodi vicini attraverso i vasi linfatici. [1]
Qui si moltiplica e provoca un’intensa reazione infiammatoria. Il linfonodo aumenta di volume, diventa teso e molto doloroso: nasce così il cosiddetto bubbone, dal quale deriva il nome della malattia. Le sedi più frequentemente interessate comprendono inguine, ascelle e collo. [1,2]
Possono comparire anche febbre improvvisa, brividi, mal di testa, debolezza, nausea e dolori diffusi. Se non viene trattata, l’infezione può superare i linfonodi ed entrare nel sangue oppure raggiungere i polmoni. [1,2]
Peste setticemica: cosa succede quando Yersinia pestis entra nel sangue?
Nella peste setticemica, Yersinia pestis prolifera nel circolo sanguigno. Può comparire direttamente oppure rappresentare l’evoluzione di un’altra forma della malattia. [1,3]
La presenza massiccia del batterio nel sangue può innescare una risposta sistemica molto intensa. Possono svilupparsi shock, alterazioni della coagulazione, sanguinamenti e danni a diversi organi. La compromissione della circolazione può inoltre ridurre l’apporto di sangue ai tessuti e favorire aree di necrosi, soprattutto alle estremità. [1,2]
Un aspetto particolare è che la peste setticemica può presentarsi senza il tipico bubbone. I sintomi iniziali possono comprendere febbre, debolezza marcata e disturbi gastrointestinali, rendendo il quadro meno immediatamente riconoscibile rispetto alla forma bubbonica. [2,3]
Peste polmonare: perché è considerata la forma più pericolosa?
La peste polmonare è la forma più virulenta della peste. Il batterio raggiunge i polmoni e provoca una polmonite che può evolvere molto rapidamente. L’incubazione può essere breve e i sintomi comprendono febbre, tosse, dolore toracico, difficoltà respiratoria e, in alcuni casi, espettorato contenente sangue. [1-3]
La particolare aggressività dipende anche dall’interazione tra Yersinia pestis e le difese immunitarie del polmone. Nelle prime fasi il batterio può ostacolare alcuni meccanismi dell’immunità innata e moltiplicarsi. Successivamente può instaurarsi una risposta infiammatoria intensa, associata a danno del tessuto polmonare e compromissione della respirazione. [5]
A questo si aggiunge una caratteristica che le altre forme non presentano nello stesso modo: una persona con peste polmonare può emettere particelle respiratorie contenenti il batterio, che possono essere inalate da chi si trova a stretto contatto. [1,3]
Quindi la peste polmonare è davvero la più grave?
Se per pericolosità si considerano insieme virulenza, velocità di progressione e possibilità di trasmissione respiratoria, la peste polmonare è la forma che desta maggiore attenzione sanitaria. L’OMS la identifica infatti come la forma più virulenta. [1]
Questo non rende lieve la peste setticemica. Anche la moltiplicazione del batterio nel sangue può determinare un quadro fulminante e, senza un trattamento tempestivo, entrambe le forme possono avere conseguenze molto gravi. [1,3,4]
La differenza è che la peste polmonare aggiunge alla gravità individuale anche la possibilità di trasmissione diretta tra persone.
Per approfondire:
Peste polmonare: cos’è, come si trasmette, sintomi, contagio e cura
La peste bubbonica può diventare polmonare o setticemica?
Sì. È uno degli aspetti che aiutano a comprendere perché le tre forme siano collegate.
Una peste inizialmente localizzata nei linfonodi può progredire se Yersinia pestis raggiunge il sangue, determinando una forma setticemica. Dal circolo sanguigno il microrganismo può a sua volta raggiungere i polmoni e provocare una peste polmonare secondaria. [1,3]
La peste polmonare può però comparire anche direttamente dopo l’inalazione di particelle respiratorie infette. In questo caso viene definita peste polmonare primaria. [2,3]
Esistono solo tre forme di peste?
Bubbonica, setticemica e polmonare rappresentano le tre principali manifestazioni cliniche, ma non esauriscono tutte le possibili presentazioni.
I CDC riportano anche forme più rare, tra cui peste faringea, meningea e cutanea. Si tratta però di quadri molto meno comuni, mentre la classificazione utilizzata abitualmente fa riferimento alle tre forme principali. [3]
La Peste Nera è un quarto tipo di peste?
No. Peste Nera o Morte Nera non indica una quarta forma clinica. È il nome storico con cui viene ricordata la grande pandemia di peste che colpì Europa, Asia e Nord Africa nel XIV secolo.
La classificazione medica moderna riguarda invece la sede e l’evoluzione dell’infezione: bubbonica, setticemica e polmonare.
Per approfondire:
Peste: cos’è? Cause, sintomi e perché preoccupa ancora
Peste bubbonica, polmonare e setticemica si possono curare?
Oggi la peste è una malattia batterica curabile con antibiotici. La prognosi cambia però profondamente in base alla rapidità con cui viene riconosciuta e trattata. [1,3]
Questo aspetto è particolarmente importante nelle forme polmonare e setticemica, che possono progredire in poco tempo. In presenza di un sospetto clinico fondato, il trattamento non dovrebbe essere ritardato in attesa della conferma definitiva degli esami di laboratorio. [3]
La peste continua a esistere perché Yersinia pestis circola in serbatoi animali naturali. Oggi, tuttavia, il contesto è molto diverso da quello delle grandi epidemie storiche: diagnosi microbiologica, antibiotici, isolamento dei casi e sorveglianza epidemiologica consentono di controllare molto più efficacemente la malattia. [1]
Bibliografia
- World Health Organization. Plague [Internet]. Geneva: WHO; 2026 Sep 29 [cited 2026 Oct 7].
- Centers for Disease Control and Prevention. Signs and Symptoms of Plague [Internet]. Atlanta: CDC; 2024 May 15.
- Centers for Disease Control and Prevention. Clinical Testing and Diagnosis for Plague [Internet]. Atlanta: CDC; 2026 Apr 6.
- European Centre for Disease Prevention and Control. Factsheet for health professionals on plague [Internet]. Stockholm: ECDC [cited 2026 Oct 7].
- Venugopal G, Pechous RD. Yersinia pestis and pneumonic plague: insight into how a lethal pathogen interfaces with innate immune populations in the lung to cause severe disease. Cell Immunol. 2024;403-404:104856. doi:10.1016/j.cellimm.2024.104856.
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