#Finsubito news dalla rete – NOTIZIARIO BANCHE & ANTIUSURA Edizione settimanale — 28 settembre / 5 ottobre 2026


A cura del Centro Studi Confedercontribuenti – Imprese Italia
Credito più caro, aumentano i rischi per le imprese: prevenire il sovraindebitamento prima che diventi usura
La settimana tra il 28 settembre e il 5 ottobre consegna un quadro bancario che richiede particolare attenzione. Il costo del denaro continua a condizionare famiglie e imprese, mentre emergono segnali di possibile aumento dei crediti deteriorati.
Il punto centrale resta l’accesso al credito legale. Quando una piccola impresa economicamente vitale non riesce più a ottenere liquidità attraverso il sistema finanziario ordinario, aumenta infatti il rischio che la difficoltà finanziaria si trasformi prima in sovraindebitamento e successivamente in terreno fertile per l’usura.
1. ABI-Cerved: aumenteranno i crediti deteriorati delle imprese
È uno dei dati più importanti della settimana.
L’Outlook ABI-Cerved 2026-2028, pubblicato il 2 ottobre, prevede un aumento del tasso di deterioramento dei crediti alle imprese: dal 2,6% del 2025 al 2,9% nel 2027, con una successiva lieve riduzione al 2,8% nel 2028.
Secondo ABI, l’incertezza internazionale e il quadro geopolitico continuano a incidere sulla rischiosità del credito.
È un segnale che non deve essere sottovalutato.
Se le banche reagissero all’aumento del rischio irrigidendo indiscriminatamente i criteri di concessione dei finanziamenti, le conseguenze potrebbero ricadere soprattutto sulle PMI con minore patrimonializzazione.
Il deterioramento del credito va prevenuto prima che il finanziamento diventi insolvente.
2. PMI: il credito resta il vero banco di prova
I dati strutturali del sistema bancario mostrano l’importanza del finanziamento bancario per l’economia italiana.
A fine 2025 i prestiti alle imprese ammontavano a circa 606 miliardi di euro. Il 40% dei finanziamenti alle aziende era destinato alle PMI.
La questione non riguarda però soltanto la quantità di credito disponibile.
Per una piccola impresa contano:
il tasso applicato;
le garanzie richieste;
la durata del finanziamento;
la valutazione del merito creditizio;
eventuali segnalazioni nelle banche dati;
la disponibilità della banca a comprendere la reale situazione aziendale.
Una PMI con temporanee difficoltà finanziarie non è necessariamente un’impresa senza futuro.
Confondere tensione di liquidità e insolvenza strutturale può contribuire a trasformare una difficoltà temporanea in una crisi definitiva.
3. Credito agevolato, nuovi parametri ABI
Il 28 settembre ABI ha aggiornato i tassi di riferimento per il credito agevolato, calcolati sulla base delle informazioni della Banca d’Italia e delle commissioni definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Resta inoltre importante la Nuova Sabatini.
La misura permette alle PMI di finanziare investimenti in macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali attraverso finanziamenti bancari o leasing accompagnati da un contributo pubblico sugli interessi.
Il finanziamento può coprire l’intero investimento e può essere assistito, nei casi previsti, dalla garanzia del Fondo PMI fino all’80%.
In una fase di credito costoso, utilizzare correttamente garanzie pubbliche e strumenti agevolati diventa quindi ancora più importante.
4. Cessione del quinto: nuovi tassi dal 1° ottobre
Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 sono entrati in vigore i nuovi parametri relativi alla cessione del quinto.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha determinato i Tassi Effettivi Globali Medi rilevati dalla Banca d’Italia e l’INPS, con il messaggio n. 3042 del 30 settembre, ha comunicato i valori applicabili e i tassi soglia TAEG per i finanziamenti garantiti dalla pensione in regime di convenzione.
Per la fascia di età superiore a 79 anni, i tassi soglia coincidono con i tassi soglia antiusura.
È un aggiornamento importante soprattutto per pensionati e famiglie che utilizzano questo strumento per ottenere liquidità.
Prima di firmare rimane essenziale controllare non soltanto la rata, ma TAEG, costo complessivo, assicurazioni, commissioni e condizioni di estinzione anticipata.
5. Usura: la prevenzione deve partire dal credito legale
Il Fondo per la prevenzione dell’usura rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione di soggetti che, pur trovandosi in difficoltà finanziaria, possono ancora essere accompagnati verso il credito legale.
Il sistema utilizza Confidi e Fondazioni antiusura per fornire garanzie alle banche sui finanziamenti destinati a soggetti economicamente fragili.
Gli operatori economici — commercianti, artigiani e piccoli imprenditori — possono rivolgersi ai Confidi dotati degli specifici fondi antiusura, mentre famiglie e singoli possono rivolgersi alle Fondazioni riconosciute.
La riforma del Fondo di prevenzione dell’usura è stata attuata con il decreto MEF del 27 febbraio 2026, pubblicato integralmente attraverso il comunicato apparso sulla Gazzetta Ufficiale del 22 giugno.
Lo strumento esiste.
La vera sfida è renderlo conosciuto, rapido e concretamente accessibile.
6. Vittime dell’usura: esiste anche il Fondo di solidarietà
Prevenzione e sostegno alle vittime sono due interventi differenti.
Il Fondo di solidarietà consente agli operatori economici vittime di usura che abbiano denunciato gli usurai di accedere, ricorrendone i presupposti, a un mutuo senza interessi da restituire in dieci anni.
L’importo è collegato agli interessi usurari effettivamente pagati e, nelle situazioni più gravi, può tenere conto anche degli ulteriori danni subiti.
Denunciare resta quindi essenziale.
Ma una politica antiusura efficace deve intervenire possibilmente prima che l’imprenditore sia costretto a rivolgersi al mercato criminale del denaro.
7. Banche e sicurezza: cresce il rischio delle frodi digitali
Il 29 settembre è stato rafforzato anche il fronte della sicurezza bancaria.
Ministero dell’Interno, ABI e Poste Italiane hanno promosso un nuovo Protocollo Quadro per aumentare la collaborazione tra banche, istituzioni e Forze di Polizia contro minacce criminali sempre più complesse, comprese quelle digitali.
La criminalità finanziaria sta cambiando.
Accanto alla tradizionale usura esistono frodi online, phishing, falsi investimenti, furti di credenziali e manipolazioni attraverso strumenti digitali.
L’educazione finanziaria e digitale diventa quindi parte integrante della prevenzione.
8. Sovraindebitamento: intervenire quando il debito è ancora gestibile
Una famiglia o una piccola impresa raramente diventa insolvente da un giorno all’altro.
La crisi produce quasi sempre segnali anticipatori:
rate pagate in ritardo, scoperti bancari crescenti, utilizzo sistematico delle carte revolving, debiti fiscali e contributivi accumulati, finanziamenti utilizzati per rimborsare altri finanziamenti.
È in questa fase che bisogna intervenire.
Aspettare l’insolvenza definitiva significa ridurre drasticamente le possibilità di recupero.
Serve quindi una rete territoriale nella quale banche, Confidi, professionisti, associazioni antiusura e istituzioni riescano a intercettare tempestivamente le situazioni di difficoltà.
L’EDITORIALE
Prima che arrivi l’usura deve arrivare lo Stato
L’usura non comincia quando viene consegnato il denaro dall’usuraio.
Comincia molto prima.
Comincia quando un commerciante non riesce più a pagare i fornitori.
Quando una piccola impresa ha ordini e lavoro ma non dispone della liquidità necessaria per anticipare stipendi e materiali.
Quando una famiglia accumula finanziamenti e non riesce più a sostenere le rate.
E soprattutto quando, davanti a queste persone, si chiudono contemporaneamente tutte le porte del credito legale.
La banca deve valutare correttamente il rischio. Nessuno può chiedere al sistema bancario di finanziare indiscriminatamente qualsiasi soggetto.
Ma tra concedere credito senza valutazione e abbandonare completamente chi attraversa una difficoltà esiste uno spazio enorme.
È lo spazio nel quale devono intervenire garanzie pubbliche, Confidi, Fondi antiusura, ristrutturazioni del debito e strumenti per il sovraindebitamento.
L’aumento atteso dei crediti deteriorati rende questa riflessione ancora più urgente.
Non possiamo aspettare che una piccola impresa diventi insolvente per scoprire che, forse, sei mesi prima sarebbe stato sufficiente ristrutturare un finanziamento o concedere una linea temporanea di liquidità.
La migliore politica antiusura è impedire che chi merita ancora credito venga espulso dall’economia legale.
Per questo la lotta all’usura non può essere soltanto repressione.
Deve essere prevenzione, credito responsabile, informazione e presenza dello Stato.
Perché quando il credito legale scompare, qualcuno è sempre pronto a sostituirlo.
Ed è precisamente lì che comincia il pericolo.
Centro Studi Confedercontribuenti – Imprese Italia
Notiziario Banche & Antiusura — 5 ottobre 2026
Questa edizione mantiene la continuità con il Notiziario 21–27 settembre, che aveva posto al centro proprio il principio secondo cui “l’usura comincia quando finisce il credito legale”. �
quotidianocontribuenti.com




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