#Finsubito news dalla rete – Residenza anziani: dopo 4 anni di lavori trattative per il partenariato pubblico-privato, ora il Consiglio apre a una possibile svolta


Svolta sul futuro della Resa Belvedere di Cassano d’Adda. Martedì 29 settembre 2026 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione sulla residenza anziani presentata dai gruppi di minoranza Partito democratico, Cassano Etica Ecologista e Cassano Obiettivo Comune. Un passaggio importante, perché il documento ha ricevuto il via libera anche con i voti della maggioranza di centrodestra, dopo che i proponenti hanno accettato di modificarlo accogliendo gli emendamenti condivisi in aula.

Quattro anni di lavoro

Sino a oggi l’Amministrazione si è avviata su un percorso verso il project financing. Una proposta che affiderebbe per 32 anni la struttura a un operatore, che si accollerebbe i costi di riqualificazione e la gestione. Con il passare del tempo però, sono cresciute le perplessità, non solo nelle minoranze, ma anche nella stessa coalizione di governo. Il percorso era stato avviato nel 2022 con il voto della sola maggioranza.
La proposta maturata sino a oggi prevede una concessione dell’attuale struttura, compresi il centro diurno e i 4 mini alloggi, dal valore complessivo superiore a 100 milioni di euro, con oltre 6 milioni di investimenti e un ampliamento dei posti letto.

I punti critici

Alle criticità tecniche ed economico-finanziarie si è aggiunto il mutato quadro giuridico europeo: la sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue ha dichiarato illegittimo il diritto di prelazione del promotore privato, mettendo in discussione un elemento centrale dell’operazione. In pratica, l’attuale interlocutore che sta redigendo il progetto su cui deve essere bandito il project, non avrà più il diritto di pareggiare un’eventuale migliore offerta presentata in sede di gara e aggiudicarsi comunque la commessa.

Un momento di riflessione

La mozione approvata impegna l’Amministrazione a rivalutare l’effettivo interesse pubblico dell’operazione e ad avviare un’analisi comparativa delle alternative, pubbliche o partecipate, tra cui l’Azienda speciale consortile e la Fondazione di partecipazione a prevalenza o maggioranza pubblica, aperte alla partecipazione di altri Enti locali, del Terzo Settore, delle cooperative sociali e del privato sociale qualificato. L’obiettivo è contenere quanto più possibile le rette, tutelare il personale e garantire la priorità di accesso ai cittadini residenti.

Gli esiti delle verifiche dovranno tornare in Consiglio comunale entro un termine definito, affinché la decisione sia assunta in modo consapevole, trasparente e fondata su dati aggiornati, e non sulla prosecuzione automatica di un percorso ormai segnato da ritardi e criticità. In subordine, l’atto dà indirizzo per l’avvio immediato di una gara per una gestione transitoria di congrua durata, assicurando la continuità assistenziale e superando le continue proroghe tecniche, a tutela anche degli uffici comunali.

I commenti dei dem

Così commentano i membri del Pd:

Dopo 4 anni di rinvii e incertezze sulla gestione della storica Casa di Riposo di Cassano d’Adda, in Consiglio Comunale passa la mozione del Partito Democratico e delle liste civiche (Cassano Etica Ecologista e Cassano Obiettivo Comune).

Sulla finanza di progetto (PPP) pesano forte criticità tecniche, tagli al minutaggio di assistenza agli ospiti e la recente sentenza della Corte di Giustizia UE (C-810/24) che ha abolito il diritto di prelazione per il privato.

COSA CAMBIA ADESSO?

  1. Rivalutazione dell’interesse pubblico: Basta decisioni al buio, si valuta il reale impatto per la città.
  2. Modelli di gestione alternativi: Studio formale per soluzioni pubbliche o partecipate (Azienda Speciale / Fondazione) per tutelare rette, personale e priorità ai residenti.
  3. Trasparenza: L’Amministrazione dovrà riferire i dati in Consiglio Comunale prima di decidere.
  4. Bando transitorio: Stop alle proroghe infinite, in caso di esito negativo della valutazione finale del PPP, garantita la continuità dei servizi per ospiti e famiglie.

I fatti ci danno ragione: 4 anni persi dietro a un modello fragile. Con questa mozione mettiamo al sicuro la cura dei nostri anziani e il lavoro degli operatori.

L’opinione della maggioranza

Molto diverse invece le considerazioni del vicesindaco Andrea Savino:

Su un tema così delicato e importante per la nostra comunità, il confronto non poteva fermarsi alle appartenenze politiche. La mozione originariamente presentata da Pd e liste civiche, così come formulata, avrebbe presentato elementi di difficile ricevibilità rispetto al procedimento amministrativo in corso. Per questo motivo tutte le forze politiche hanno lavorato con senso di responsabilità per costruire un testo unico e condiviso, poi approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.

La condivisione del percorso e dei contenuti, soprattutto quando si parla del futuro della Rsa Belvedere, deve essere un principio imprescindibile che deve andare oltre gli ideologismi. Parliamo infatti di una struttura che rappresenta un patrimonio sociale e assistenziale fondamentale per la nostra comunità e, in particolare, per gli anziani fragili e le loro famiglie.

Nel corso del dibattito è stato ribadito come l’istruttoria non sia ancora conclusa e come, ad oggi, non sia stata assunta alcuna determinazione definitiva sulla fattibilità, sulla convenienza e sull’interesse pubblico della proposta. Proprio per questo motivo il Consiglio ha riconosciuto l’importanza e la necessità di consentire agli uffici di completare tutte le verifiche necessarie prima di una decisione finale in modo da avere un quadro completo.

L’Amministrazione, supportata da professionisti e consulenti specializzati, sta infatti portando a termine un lavoro complesso e multidisciplinare che riguarda contemporaneamente gli aspetti tecnici, impiantistici, antincendio, economico-finanziari, gestionali e giuridico-amministrativi della proposta.

Gli approfondimenti hanno richiesto più integrazioni documentali e continui confronti con il promotore proprio per garantire che ogni elemento venga valutato nell’esclusivo interesse pubblico.

Particolare attenzione è stata posta anche agli aspetti normativi. Gli uffici stanno verificando la corretta applicazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, la sostenibilità del Piano economico finanziario, l’adeguata allocazione dei rischi tra Comune e concessionario e le conseguenze derivanti dalle più recenti evoluzioni giurisprudenziali nazionali ed europee in materia di partenariato pubblico-privato e finanza di progetto

È stato inoltre ricordato che la normativa impone una valutazione comparativa tra il partenariato pubblico-privato e le possibili soluzioni alternative, affinché la scelta finale sia fondata su un’analisi completa di costi, benefici, sostenibilità e qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.

“La Rsa è da riqualificare profondamente”

È indubbio che la Rsa Belvedere necessiti di un profondo intervento di riqualificazione e di un importante investimento economico, con la necessità di intervenire sia sul corpo storico della struttura sia sul completamento dell’Ala Nuova, oggi non ancora pienamente valorizzata.

Tra i principali interventi previsti vi sono l’efficientamento energetico, il rifacimento degli impianti e numerose opere di adeguamento e ammodernamento della struttura. È inoltre previsto il completamento funzionale dell’Ala Nuova, con l’attivazione di un nucleo specialistico Alzheimer, il completamento del piano attualmente al rustico, l’avvio del Centro Diurno Integrato, la realizzazione di mini alloggi protetti e di un giardino sensoriale terapeutico. Tali interventi consentirebbero non solo di rilanciare la RSA Belvedere, ma anche di aumentarne significativamente la capacità ricettiva e l’offerta assistenziale, rispondendo in modo più efficace ai bisogni crescenti degli anziani fragili e delle loro famiglie

Il messaggio emerso dal Consiglio è stato chiaro: nessuna scelta pregiudiziale ne ideologica, né in un senso né nell’altro. Serve completare il percorso istruttorio, acquisire tutta la documentazione necessaria e giungere ad una decisione motivata, trasparente e consapevole nell’interesse della comunità.

Il nostro dovere è assumere ogni decisione solo dopo aver verificato ogni aspetto tecnico, economico, giuridico, gestionale e sociale, nell’interesse esclusivo della comunità di Cassano d’Adda.

Proprio perché si tratta di un investimento strategico per il futuro dell’assistenza agli anziani del territorio, l’Amministrazione ha scelto di affrontare il percorso con il massimo rigore, verificando puntualmente non solo la sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione, ma anche la coerenza tra gli elaborati tecnici, gli aspetti impiantistici, la corretta ripartizione dei rischi prevista dal Codice dei contratti pubblici, le garanzie di controllo pubblico e le recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali in materia di partenariato pubblico-privato.

Un ulteriore aspetto fondamentale riguarda il mantenimento di un presidio pubblico forte sulla gestione della Rsa. Qualunque sarà la decisione finale, sarà essenziale garantire la continuità degli organi di controllo comunali e degli strumenti di verifica sulla qualità del servizio, sul rispetto degli standard assistenziali e sugli impegni assunti dal gestore. La tutela degli ospiti, delle loro famiglie e del personale richiede infatti un monitoraggio costante e trasparente da parte dell’Amministrazione, affinché la Rsa Belvedere continui a rappresentare un patrimonio della comunità e un punto di riferimento per le persone più fragili.

Una scelta così rilevante merita infatti di essere fondata su un’istruttoria completa, approfondita e trasparente, nell’esclusivo interesse della comunità, degli ospiti della struttura e delle loro famiglie.

Quando si parla del futuro della Rsa Belvedere non si discute semplicemente di un modello gestionale, ma del futuro di un presidio essenziale per il territorio, chiamato a rispondere a un bisogno assistenziale crescente e a garantire tutele, servizi e qualità della vita alle persone più fragili e alle loro famiglie.

Il testo della mozione

Ecco il testo della mozione dopo gli emendamenti approvati in aula:

La Rsa Belvedere rappresenta un patrimonio storico, sociale e assistenziale fondamentale per la comunità di Cassano d’Adda e costituisce un punto di riferimento essenziale per le persone fragili, gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie;

  • con deliberazione del Consiglio Comunale nel corso del 2022 veniva approvato l’indirizzo per l’affidamento della struttura tramite concessione in Partenariato Pubblico-Privato (Ppp), mediante finanza di progetto;
  • nel corso delle numerose Commissioni consiliari congiunte, svoltesi tra il 2024 e l’inizio del 2026, sono state ripetutamente sollevate forti perplessità in merito alla sostenibilità del Piano Economico Finanziario (Pef) presentato dal promotore privato, con particolare riferimento alla durata della concessione, agli investimenti strutturali e manutentivi, alla sostenibilità delle rette, alla tutela della qualità del servizio, ai minutaggi assistenziali e all’equilibrio complessivo dell’operazione;
  • tali perplessità sono state rafforzate anche dalle valutazioni tecniche emerse nel corso dell’istruttoria, che hanno evidenziato elementi critici e le necessità di significativi correttivi alla proposta originaria anche con riferimento alle linee guida Anac;

Considerato che:

  1. Nel corso della seduta di commissione del 27 maggio 2025, l’Amministrazione comunale aveva prospettato l’approvazione della pubblica utilità entro ottobre 2025 e l’indizione della gara tramite la Cuc entro la fine dell’anno 2025;
  2. nella successiva seduta del 12 febbraio 2026, gli uffici e la Giunta prendevano atto del perdurare della fase istruttoria e di una complessa interlocuzione con l’operatore economico per il recepimento dei correttivi ritenuti necessari, spostando la previsione del bando a settembre 2026;
  3. ad oggi, a fronte di tali ripetuti rinvii, nessuna procedura di gara è stata concretamente bandita, la cittadinanza, gli ospiti e i familiari e anche il personale non dispongono ancora di un quadro chiaro sui tempi, sulle modalità di riqualificazione della struttura e sul modello gestionale futuro; nel frattempo, permangono preoccupazioni rilevanti in ordine alla tenuta organizzativa della struttura e alla capacità della Rsa di rispondere in modo adeguato al crescente bisogno assistenziale del territorio.

Considerato altresì che:

  1. la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 febbraio 2026, causa C-810/24, ha dichiarato incompatibile con i principi europei di parità di trattamento, concorrenza effettiva e libertà di stabilimento il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nelle procedure di finanza di progetto;
  2. tale pronuncia incide in modo significativo sull’impianto del project financing italiano, poiché il diritto di prelazione costituiva uno degli elementi centrali di incentivo alla presentazione di proposte da parte degli operatori economici privati, i quali sostenevano costi progettuali e istruttori iniziali confidando nella possibilità di esercitare la prelazione in caso di mancata aggiudicazione;
  3. il venir meno di tale meccanismo determina un quadro di incertezza giuridica, economica e procedurale che impone agli Enti locali una valutazione prudente e aggiornata delle procedure in corso o ancora da avviare; nel caso della Rsa Belvedere, tale mutamento sopravvenuto si aggiunge alle criticità già emerse nel corso dell’istruttoria, ai ripetuti rinvii della procedura e alle perplessità più volte rappresentate in sede consiliare e di Commissione;
  4. a fronte di tali considerazioni, prima di procedere oltre sulla strada del project financing privato, appare necessario compiere un passaggio istituzionale di chiarezza, aggiornando il Consiglio comunale, verificando lo stato effettivo dell’iter, valutando le conseguenze della sentenza europea e cominciando a valutare possibili alternative gestionali.

Evidenziato che:

  1. L’analisi delle liste d’attesa dei mesi di aprile, maggio e giugno 2026 fa emergere un bisogno assistenziale massiccio, urgente e fortemente diversificato;
  2. la presenza di altissimi punteggi molto elevati tra i cittadini residenti evidenzia come molte famiglie cassanesi ricorrano alla Rsa solo a fronte di quadri clinici e sociali di estrema gravità, spesso dopo aver sostenuto a lungo un carico di cura domiciliare divenuto insostenibile;
  3. L’elevato volume di domande, provenienti anche dai Comuni limitrofi, dimostra che la Rsa Belvedere non risponde solo ad un bisogno locale ma rappresenta di fatto un presidio assistenziale di rilevanza territoriale;
  4. tale pressione non deve tradursi in una penalizzazione per i cittadini di Cassano d’Adda, ma deve spingere l’Amministrazione a ricercare soluzioni gestionali stabili, capaci di garantire la priorità dei residenti e, al tempo stesso, di costruire una rete sovracomunale di servizi a supporto degli anziani, delle famiglie e dei caregiver;
  5. la vera sfida non riguarda soltanto il numero dei posti letto, ma l’intera filiera dei servizi per la non autosufficienza, compresi i servizi domiciliari, i centri diurni, i ricoveri di sollievo, le dimissioni protette e le forme di accompagnamento alle famiglie.

Ritenuto che:

  1. alla luce del mutato quadro giuridico europeo, dei ritardi accumulati, delle criticità economico- finanziarie emerse e del bisogno assistenziale crescente, sia necessario sospendere l’iter finalizzato alla dichiarazione di pubblico interesse della proposta di project financing attualmente in essere, al fine di procedere a una rivalutazione complessiva dell’interesse pubblico; tale sospensione non deve essere intesa come un arretramento, ma come un atto di responsabilità istituzionale, volto a evitare che il Comune prosegua lungo una strada divenuta incerta, fragile e potenzialmente non più adeguata agli obiettivi di tutela della struttura, degli ospiti, del personale e della comunità;
  2. sia opportuno verificare modelli alternativi di gestione, anche in forma sovracomunale, capaci di mantenere una governance pubblica forte e trasparente, salvaguardando la centralità del Comune di Cassano d’Adda e la priorità dei cittadini residenti; tra tali modelli meriterebbero particolare approfondimento l’Azienda specialeconsortile e la Fondazione di partecipazione a prevalente o maggioranza pubblica, aperte alla partecipazione di altri enti locali, del terzo settore, delle cooperative sociali, degli enti morali, delle associazioni e del privato sociale qualificato; tali strumenti potrebbero consentire di coniugare indirizzo pubblico, competenze gestionali, partecipazione territoriale, flessibilità organizzativa e capacità di attrarre risorse, evitando una mera privatizzazione della gestione e costruendo un modello più coerente con la natura sociale e comunitaria della Rsa Belvedere.

Tutto ciò premesso e considerato,

il Consiglio comunale delibera di impegnare il sindaco e la Giunta:

  1. a valutare l’interesse pubblico sotteso al Ppp alla luce del mutato quadro normativo e giurisprudenziale, dei ritardi accumulati e delle criticità emerse nel corso dell’istruttoria;
  2. a verificare formalmente, tramite gli uffici competenti e con eventuale supporto tecnico- specialistico, le strade alternative possibili rispetto al project financing privato, comparando costi, benefici, rischi, tempi, sostenibilità economica, impatto sulle rette, qualità dei servizi, tutela del personale e capacità di risposta ai bisogni dei cittadini;
  3. a riferire al Consiglio comunale, entro un termine definito, gli esiti della verifica effettuata, affinché la scelta sul futuro della Rsa Belvedere sia assunta in modo consapevole, trasparente e fondato su dati aggiornati, e non sulla prosecuzione automatica di un percorso ormai segnato da ritardi, criticità e mutamenti sostanziali del quadro giuridico di riferimento.
  4. In subordine ad avviare un nuovo iter procedurale finalizzato all’indizione di una gara di appalto per la gestione del servizio di durata congrua a garantire la continuità assistenziale ed evitare il ricorso a ulteriori proroghe tecniche, salvaguardando la qualità delle prestazioni e il lavoro istruttorio finora svolto dagli uffici

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