Roma ha retto botta. Il rischio di rivedere le immagini di guerriglia che la scorsa settimana avevano interessato Milano e Torino non c’è stato. I cortei autorizzati – e non – con migliaia di manifestanti scesi in strada si sono nel complesso svolti senza particolari problemi di ordine pubblico, in maniera pacifica. Per timore di devastazioni, molti commercianti hanno persino barricato le vetrine con pannelli di legno. Il piano straordinario di sicurezza e prevenzione che ha visto in campo oltre 1500 uomini ha interrotto sul nascere le intenzioni di oltre 200 giovani, trovati con passamontagna e maschere e identificati in diversi punti della città a partire dal primo pomeriggio.
Il corteo non autorizzato
Ad alzare l’asticella una manifestazione senza preavviso, che ha visto tantissimi giovani e giovanissimi arrivare nell’area di via Cavour dove sono cominciate le prime tensioni. Dopo aver occupato il Colosseo il corteo si è spostato verso la stazione Termini dove si sono verificati degli scontri con la polizia. I manifestanti hanno lanciato bottiglie e divelto cartelli stradali mentre la polizia in assetto antisommossa ha risposto con l’uso degli idranti e cariche di alleggerimento. Il temuto sabato di guerriglia è quindi terminato. A Roma il bilancio della giornata è stato di 11 persone denunciate, 96 portate negli uffici di polizia, di cui 6 minorenni e 28 fermi preventivi.
Le parole del sindaco
Un lavoro riconosciuto anche dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri che ha poi dichiarato: “Desidero esprimere il mio apprezzamento e rivolgere un sincero ringraziamento alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine per la professionalità, l’equilibrio e il senso di responsabilità dimostrati nella gestione dei cortei che hanno attraversato oggi (ieri ndr) la Capitale”. “Un lavoro complesso – ha proseguito Gualtieri – affrontato con grande impegno e competenza, per garantire la sicurezza della città e il diritto a manifestare. Al prefetto di Roma Lamberto Giannini, al questore, Roberto Massucci e a tutte le forze dell’ordine, va il mio ringraziamento per il prezioso lavoro svolto”.
Il lungo sabato di Roma
Un sabato di alta tensione per la Città Eterna, con le aree del Centro blindate dopo l’annuncio dato dal ‘Movimento 17 ottobre‘, nato dopo i disordini di Milano e Torino dello scorso weekend. Il gruppo, che adotta la tattica imprevedibile “be water” coordinandosi via Telegram, ha spinto le autorità a mettere in campo un piano di sicurezza straordinario con oltre 1.500 agenti, droni, controlli a tappeto e la chiusura strategica di diverse stazioni della metropolitana (Colosseo, Circo Massimo e Vittorio Emanuele).
La mente del ‘Movimento 17 ottobre’
A cambiare il corso della giornata è stata anche un’operazione investigativa scattata prima dell’appuntamento più atteso. Poco prima delle 14:30, l’orario in cui sui social avrebbero dovuto essere comunicati i luoghi dei concentramenti a sorpresa, è arrivata la notizia dell’individuazione della presunta “mente” del Movimento 17 ottobre. Si chiama Youssef Siher, ha 30 anni, è italiano di seconda generazione e ha un passato da ricercatore e giornalista freelance. Individuato dalla polizia postale e rintracciato a Milano dalla digos, è stato accompagnato in questura e successivamente sottoposto a fermo su disposizione della procura. Nei suoi confronti vengono formulate ipotesi di reato che comprendono l’istigazione a delinquere, la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e il terrorismo.
I cortei autorizzati
Mentre il corteo autorizzato dalla sigla di destra “Sblocchiamo tutto” si è svolto senza incidenti nel quartiere Prati, un altro corteo pacifico (“Fuori l’Italia dalla guerra”, circa un centinaio di partecipanti) si è snodato da piazza della Repubblica a via Cavour con striscioni contro la Nato e il capitalismo. La situazione è però degenerata al termine di quest’ultima mobilitazione. Un gruppo autonomo di circa mille studenti si è staccato puntando verso i Fori Imperiali e il Circo Massimo. Bloccati dai cordoni di polizia, i manifestanti hanno deviato verso il Parco Archeologico del Colosseo, riuscendo a fare irruzione all’interno dell’Anfiteatro Flavio prima di essere fatti uscire dagli agenti.
Scontri a Termini
Successivamente, il gruppo si è diretto verso la stazione Termini. In via Vittorio Emanuele Orlando e largo di Santa Susanna i disordini: i manifestanti hanno tentato di forzare i blocchi delle forze dell’ordine con un fitto lancio di pietre, bottiglie e petardi, provocando la reazione della polizia che ha risposto con cariche di alleggerimento e l’uso di idranti. Un giovane è stato fermato dopo essersi infilato sotto un camion idrante per bloccargli la strada.
La protesta organizzata sui social
Proteste a Roma ma anche in tantissime altre città italiane. La situazione più difficile si è registrata a Torino, dove il corteo contro il riarmo e il carovita, partito da piazza Castello, è stato segnato da ripetuti scontri. Al lancio di bottiglie, petardi e altri oggetti contro gli agenti, la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La manifestazione si è progressivamente dispersa dopo nuovi momenti di tensione nella parte settentrionale della città. Tensioni anche a Bologna, dove in piazza dei Martiri la polizia ha respinto alcuni manifestanti dopo lanci di bottiglie e petardi. Sono stati impiegati anche idranti e lacrimogeni. Durante i disordini si sono registrati feriti e incendi di cassonetti. A Milano, dove il centro era presidiato anche da reparti dell’esercito, migliaia di studenti e manifestanti hanno attraversato la città. I momenti di maggiore tensione si sono verificati nella zona di corso Venezia, con il corteo bloccato dalle forze dell’ordine e alcuni interventi con i manganelli. Diversi negozi hanno abbassato le saracinesche, ma non si sono verificati saccheggi paragonabili a quelli della settimana precedente. A Firenze, infine, il tentativo dei manifestanti di raggiungere le vie dello shopping di lusso ha provocato un confronto con gli agenti, culminato in lanci di oggetti e manganellate.
Arresti e denunce: il bilancio
Nove arresti, 87 denunce e 371 persone accompagnate e fermate presso gli uffici, di cui 110 minorenni e 69 stranieri. Le persone identificate sono state 4.292. È stato il bilancio fornito dal dipartimento di Pubblica sicurezza nell’ambito dei controlli per le manifestazioni che si sono svolte ieri in diverse province di Italia. Nel dettaglio, a Milano sono state arrestate 3 persone e 41 sono state denunciate; 167 le persone accompagnate e fermate presso gli uffici di cui 56 minorenni e 43 stranieri; 2.885 le persone identificate. A Bergamo sono state denunciate 3 persone, 37 persone sono state accompagnate e fermate presso gli uffici di 27 i minorenni e 10 gli stranieri; 485 le persone identificate. A Torino una persona è stata arrestata, 22 le persone denunciate; 27 le persone accompagnate di cui 8 minorenni e 4 stranieri; le persone identificate sono state 421. A Roma sono state denunciate 11 persone, accompagnate 96 persone di cui 6 minorenni. 200 le persone identificate. A Napoli è stata arrestata una persona, 4 sono stati i denunciati; 12 le persone accompagnate di cui 6 minorenni e 6 stranieri; 129 le persone identificate. A Padova 4 le persone arrestate e 4 le persone denunciate. 9 persone sono state accompagnate di cui 4 minorenni e 4 stranieri; 147 le persone identificate. A Firenze una persona è stata denunciata, 14 le persone accompagnate di cui un minorenne; 14 le persone identificate. A Bologna una persona denunciata, 9 le persone accompagnate di cui 2 minorenni e 2 stranieri; 11 le persone identifica.
Il ministro dell’Interno
“A conclusione di una giornata straordinariamente impegnativa, desidero esprimere profonda gratitudine a tutte le donne e a tutti gli uomini dello Stato che con professionalità ed equilibrio hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini, preservandola da chi, dietro il paravento del diritto di manifestare, intendeva esclusivamente proporre violenza e disordini. Le nostre forze di polizia sono riuscite a isolare e contenere le frange di violenti con equilibrio e competenza – ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -. Le autorità di pubblica sicurezza, la polizia di Stato, i carabinieri, la guardia di finanza, la penitenziaria, i militari dell’esercito, i vigili del fuoco, le polizie municipali: ognuno con il proprio fondamentale bagaglio di esperienze e capacità, tutti presenti e uniti nel dare il proprio determinante contributo ovunque ci fosse bisogno. Uomini e donne che – oggi e come sempre – hanno dato l’ennesima prova di professionalità e responsabilità nella gestione di situazioni estremamente difficili. Sono il volto migliore della nostra Repubblica di cui siamo profondamente orgogliosi. Rivolgo anche un particolare ringraziamento agli investigatori della polizia postale e delle digos che in pochi giorni hanno individuato e assicurato alla giustizia la presunta mente dell’organizzazione ‘17 ottobre’, dando prova di grandi abilità investigative e dimostrando per l’ennesima volta che in Italia non può esserci spazio per chi si illude di agire nell’impunità e in zone franche. La forza della legge, la forza dello Stato prima o poi presenta il conto. Soprattutto nei confronti dei più giovani, il messaggio deve arrivare forte e chiaro: la libertà di manifestare è un diritto prezioso garantito dalla nostra costituzione ma chi ne fa scempio e spreco scegliendo la strada dell’illegalità e della violenza poi se ne assume la responsabilità e ne risponde all’autorità giudiziaria”.
La premier Meloni
“Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che anche oggi, nelle piazze italiane, hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini- ha scritto la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sui social network -. Un ringraziamento al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico”, aggiunge la premier. “Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal consiglio dei Ministri: dare allo Stato strumenti Più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città. Perché la sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza”.
Il presidente della Regione Lazio
“Desidero rivolgere il mio ringraziamento alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che ieri, a Roma, hanno affrontato una giornata complessa con professionalità e senso del dovere. Il loro lavoro ha consentito di contenere gli episodi di violenza, tutelare cittadini e manifestanti pacifici ed evitare conseguenze più gravi per la città – le parole del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca -. Al prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, esprimo il mio apprezzamento per l’impegno nella gestione dell’ordine pubblico. Manifestare pacificamente è un diritto che va garantito. Aggredire chi indossa una divisa e danneggiare beni pubblici e privati è inaccettabile. A chi ogni giorno lavora per la nostra sicurezza va la piena vicinanza della Regione Lazio”.
I sindacati di polizia
Ad esprimere in una nota il proprio “plauso al questore di Roma e la piena solidarietà a tutte le colleghe e a tutti i colleghi che, durante i cortei di ieri, hanno operato con professionalità, equilibrio e senso del dovere, riuscendo a contenere le tensioni ed evitando che la situazione degenerasse ulteriormente”, il sindacato di polizia Mosap. “A queste colleghe e a questi colleghi – scrivono dal Movimento sindacale autonomo di polizia – va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto in condizioni spesso difficili, con la consapevolezza che dietro ogni divisa ci sono donne e uomini chiamati quotidianamente a garantire la sicurezza di tutti, anche a costo di mettere a rischio la propria incolumità. Il diritto di manifestare e di esprimere liberamente il proprio pensiero è un pilastro della democrazia e va sempre rispettato e tutelato. Proprio per questo, condanniamo senza esitazione chi, attraverso comportamenti violenti e azioni illegali, si infiltra nelle manifestazioni pacifiche, tradendone lo spirito e trasformando un diritto costituzionalmente garantito in un’occasione di scontro. Quanto accaduto, in particolare nella Capitale, non può essere minimizzato né giustificato. Chi aggredisce, provoca disordini e mette a rischio l’incolumità altrui deve rispondere delle proprie azioni nelle sedi competenti. Non è accettabile che siano le forze dell’ordine a pagare il prezzo della violenza di pochi. La democrazia si difende garantendo la libertà di manifestare, ma anche impedendo che tale libertà venga strumentalizzata da chi sceglie la violenza. Saremo sempre al fianco delle donne e degli uomini in divisa, a tutela della loro dignità professionale, della loro sicurezza e del loro ruolo fondamentale al servizio dello Stato e dei cittadini”.
“Ieri le forze dell’ordine hanno svolto un lavoro straordinario, coordinato dalle autorità di pubblica sicurezza, e sono stati evitati i preannunciati saccheggi e devastazioni, afferma il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, all’indomani dei cortei che si sono tenuti in numerose città italiane -. L’attività preventiva ha sicuramente consentito lo svolgimento delle manifestazioni, garantendo a tutti la libertà di espressione. Dispiace che tutto questo non sia comunque bastato, perché professionisti del disordine e ‘maranza’ hanno messo in atto azioni violente nei confronti delle forze dell’ordine. Purtroppo, sono diverse decine i colleghi rimasti feriti in tutta Italia”. Come precisa Paoloni: “Al fine di evitare le devastazioni, gli interventi non sono stati solo di carattere contenitivo, ma, in più occasioni, è stato necessario disperdere la folla e questo ha comportato il contatto tra manifestanti e forze dell’ordine. Adesso auspichiamo che nessuno strumentalizzi gli interventi di polizia, poiché necessari e indispensabili per scongiurare un’escalation di violenze – conclude – Le misure messe in atto dal Governo sono risultate efficaci e per potenziarne gli effetti proponiamo l’utilizzo di marcatori con vernici specifiche, in modo che chi ha partecipato a manifestazioni violente, pur essendo vietato, possa essere successivamente identificato”.
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