Il 26 ottobre, il Governo dovrebbe presentare all’Assemblea Nazionale il progetto di legge sulla protezione delle infrastrutture di importanza strategica per la sicurezza nazionale. Nel pomeriggio dello stesso giorno, l’Assemblea Nazionale discuterà in commissione questo importante progetto di legge.
Un nuovo approccio
Lo scopo della stesura di questa legge è istituzionalizzare i principi guida del Partito, proteggere le infrastrutture importanti legate alla sicurezza nazionale e aggiornare le nuove direttive contenute nella Risoluzione n. 22-NQ/TW del XIV Comitato Centrale del Partito sulla Strategia di Sicurezza Nazionale.
Il progetto di legge contribuisce a perfezionare il quadro giuridico per la protezione delle importanti strutture legate alla sicurezza nazionale, in conformità con la Costituzione, garantendo la coerenza del sistema giuridico e la compatibilità con i pertinenti trattati e accordi internazionali di cui il Vietnam è firmatario.
Allo stesso tempo, dobbiamo superare e affrontare i limiti, gli ostacoli e le inadeguatezze dell’Ordinanza del 2007 sulla protezione delle opere importanti connesse alla sicurezza nazionale, stare al passo con il rapido sviluppo della scienza e della tecnologia e soddisfare le esigenze di sicurezza nazionale e di sicurezza del regime nella nuova era.
Il progetto di legge presentato all’Assemblea nazionale è composto da 41 articoli, suddivisi in 7 capitoli, e rappresenta un cambiamento radicale di approccio rispetto all’ordinanza del 2007 sulla tutela delle opere importanti connesse alla sicurezza nazionale.
La legge disciplina solo le questioni di carattere generale e i principi che rientrano nella giurisdizione dell’Assemblea nazionale, mentre le questioni pratiche, in continua evoluzione, sono lasciate alla regolamentazione del Governo , al fine di garantirne la flessibilità e l’adeguatezza alla realtà.
3 tipologie di progetti chiave
Il progetto di legge stabilisce che i progetti importanti relativi alla sicurezza nazionale sono suddivisi in tre gruppi: progetti chiave per la sicurezza nazionale; progetti e zone di sicurezza; e altri progetti importanti relativi alla sicurezza nazionale. Specifica inoltre i criteri per l’identificazione e la classificazione di ciascun gruppo di progetti.
Altri progetti infrastrutturali critici relativi alla sicurezza nazionale sono classificati in tre categorie in base alla loro importanza e ai requisiti di protezione. Allo stesso tempo,
Il progetto di legge decentra l’autorità decisionale sull’inclusione dei progetti nell’elenco delle opere connesse alla sicurezza nazionale, attribuendola al Primo Ministro per i progetti di Tipo I, al Ministro della Pubblica Sicurezza per i progetti di Tipo II e al Presidente del Comitato Popolare Provinciale per i progetti di Tipo III.
Si tratta di normative completamente nuove rispetto all’ordinanza del 2007. L’introduzione di queste norme mira a risolvere in modo esaustivo le carenze riscontrate nell’attuazione pratica della protezione delle infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale.
Nello specifico, il provvedimento include disposizioni sulla protezione delle strutture e delle zone di sicurezza, ovvero strutture che servono direttamente alle normali attività delle forze di pubblica sicurezza del popolo per la tutela della sicurezza nazionale, il mantenimento dell’ordine e della sicurezza sociale e la lotta alla criminalità. Al contempo, garantisce la massima decentralizzazione e delega di autorità in materia legislativa, in conformità con lo spirito della Risoluzione n. 66-NQ/TW.

Misure di protezione
Per i progetti chiave di sicurezza nazionale e altri progetti importanti ad essa correlati, il progetto di legge prevede di fare riferimento alle disposizioni di leggi specializzate.
Di conseguenza, per quanto riguarda le strutture e le zone di sicurezza, il progetto di legge stabilisce che l’ambito di protezione e le misure di protezione debbano essere determinati in base e in conformità con le disposizioni della legge sulla gestione e la protezione delle strutture di difesa nazionale e delle zone militari .
Si tratta di normative completamente nuove, che stabiliscono le misure e i compiti da applicare per proteggere le infrastrutture importanti legate alla sicurezza nazionale, fornendo al contempo una base affinché gli enti responsabili possano implementarle e applicarle in modo uniforme e sincrono su tutto il territorio nazionale.
Questa normativa contribuisce sia a migliorare l’efficacia della protezione delle infrastrutture, sia a creare condizioni favorevoli per le attività di sviluppo socio-economico a livello locale.
Questo approccio risponde anche a esigenze pratiche, concentrandosi non solo su misure di protezione puramente fisiche, ma includendo anche misure scientifiche e tecnologiche moderne, previste da documenti legali specifici, e aggiornandole e integrandole tempestivamente man mano che le misure di protezione vengono migliorate o modificate.
Personale di sicurezza: ruoli e responsabilità chiari.
Il progetto di legge disciplina le forze di sicurezza del Ministero della Pubblica Sicurezza e le forze di sicurezza degli enti e delle organizzazioni che gestiscono e utilizzano le strutture; non include disposizioni relative alle forze del Ministero della Difesa Nazionale, in quanto queste sono già disciplinate dalla Legge sulla Gestione e Protezione delle Strutture di Difesa Nazionale e delle Zone Militari.
Allo stesso tempo, i regolamenti sul coordinamento tra le forze di sicurezza includono la responsabilità delle forze di sicurezza delle agenzie e organizzazioni che gestiscono e utilizzano la struttura di coordinarsi con la polizia, l’esercito e le altre forze competenti.
Queste norme rappresentano cambiamenti fondamentali rispetto all’ordinanza del 2007, garantendo la coerenza e l’uniformità del sistema giuridico, assicurando i “5 principi fondamentali: persona chiara, compito chiaro, responsabilità chiara, tempi chiari, risultato chiaro” ed evitando sovrapposizioni o lacune nello svolgimento di funzioni e compiti.
Il progetto di legge disciplina inoltre i diritti e gli obblighi di organizzazioni e individui nella protezione delle infrastrutture di sicurezza nazionale, nonché la cooperazione internazionale nella tutela delle infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale, con l’obiettivo di garantire la coerenza e l’uniformità del sistema giuridico e di assicurare una stretta e armoniosa combinazione tra le esigenze di protezione della sicurezza nazionale e le necessità di sviluppo socio-economico a livello locale, oltre alla necessità di rafforzare l’integrazione internazionale.
Allo stesso tempo, la bozza omette di definire norme specifiche sulle responsabilità dei ministeri, dei settori e degli enti locali nella gestione statale della protezione delle infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale. La bozza affida al Governo il compito di emanare regolamenti dettagliati per garantire il rispetto dello spirito della Risoluzione n. 66-NQ/TW.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



