#Finsubito news dalla rete – SFDR 2.0, EFAMA lancia il monito. Si rischia di frenare la


La revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), destinata a ridisegnare il quadro europeo dell’informativa sulla sostenibilità dei prodotti finanziari, rischia di allontanarsi dal suo obiettivo originario: semplificare le regole e renderle più comprensibili per gli investitori. È il monito lanciato da EFAMA, l’associazione europea dei gestori di fondi e patrimoni, che ha presentato le proprie istanze sulla nuova SFDR 2.0.

Il punto centrale della posizione espressa dall’associazione è che un quadro normativo più articolato non equivale necessariamente a una maggiore efficacia. L’introduzione di ulteriori criteri, obblighi informativi e condizioni di ammissibilità potrebbe infatti aumentare gli oneri per i gestori, senza garantire una migliore qualità delle informazioni a disposizione degli investitori. A questo si aggiunge un problema di disponibilità dei dati: la riduzione degli obblighi di rendicontazione previsti dalla direttiva CSRD per le imprese rischia di rendere più difficile reperire le informazioni necessarie per applicare i nuovi requisiti.

EFAMA chiede quindi che la riforma resti fedele alla propria finalità iniziale: definire tre categorie di prodotto distinte, facili da comprendere per gli investitori e da illustrare da parte dei distributori, attraverso un numero limitato di criteri chiari e concretamente applicabili sulla base dei dati oggi disponibili.

“Questa revisione è nata con l’obiettivo di semplificare gli investimenti sostenibili per gli investitori finali, e questo deve rimanere il criterio fondamentale per valutare il testo definitivo: tre categorie chiare, basate su dati che le imprese comunicano effettivamente”, sottolinea Tanguy van de Werve (nella foto) direttore generale di EFAMA.

Tra i punti più critici della revisione figura la definizione dei requisiti per la categoria dei prodotti dedicati alla transizione. Secondo EFAMA, condizioni troppo restrittive rischiano di impedire proprio ai fondi che intendono accompagnare la trasformazione delle imprese più inquinanti di investire in queste società.

L’associazione invita i legislatori a privilegiare l’impostazione contenuta nel testo del Consiglio, secondo cui le condizioni che consentono di derogare alle esclusioni dovrebbero essere considerate alternative e non cumulative. In concreto, un’impresa dovrebbe poter soddisfare il requisito attraverso investimenti in conto capitale destinati ad attività allineate alla Tassonomia europea, per almeno il 20%, oppure attraverso un piano di riduzione delle emissioni di Scope 1 o Scope 2.

EFAMA esprime invece preoccupazione per l’ipotesi introdotta dal Parlamento europeo di quattro condizioni cumulative: una combinazione di requisiti che, secondo l’associazione, renderebbe di fatto impossibile alimentare la categoria dei fondi di transizione.

“La categoria “transizione” è l’ambito in cui i triloghi devono trovare le soluzioni più efficaci. Se i responsabili politici tratteranno le regole come una rigida lista di requisiti, i fondi di transizione non potranno investire proprio nelle imprese ad alta intensità di carbonio che dovrebbero contribuire a trasformare. Anziché promuovere il cambiamento dall’interno, requisiti europei troppo restrittivi finiranno semplicemente per lasciare queste imprese — e la possibilità di influenzarne il percorso — nelle mani di investitori esteri, che non sono soggetti alle stesse limitazioni”, osserva Anyve Arakelijan, senior regulatory policy advisor dell’associazione europea.

La questione riguarda anche l’accesso ai titoli di Stato di Paesi extra-Ue. EFAMA chiede che possano essere inclusi nella categoria “transizione”, utilizzando come garanzia la metodologia documentata del gestore anziché la sede dell’emittente. Escludere le obbligazioni sovrane non europee, sostiene l’associazione, significherebbe limitare le opportunità di investimento in percorsi di transizione climatica che, per loro natura, non si fermano ai confini dell’Unione.

Le richieste di EFAMA riguardano anche i criteri ESG di base e gli obblighi di rendicontazione a livello di prodotto. Sul fronte della misurazione delle performance, l’associazione chiede che la sovraperformance possa essere valutata a livello di portafoglio, che venga mantenuta la possibilità di dimostrare uno storico comprovato di risultati positivi e che sia sufficiente superare un solo indicatore. Nel mirino anche gli obblighi aggiuntivi di informativa sull’allineamento alla Tassonomia proposti dal Parlamento, giudicati ridondanti.

Un altro fronte è quello dell’engagement. EFAMA si oppone all’introduzione di un obbligo generalizzato di applicare e rendicontare le strategie di engagement per ciascun prodotto. La proposta è mantenere questo strumento flessibile, lasciando ai gestori la possibilità di utilizzarlo e di darne conto quando effettivamente pertinente.

Sull’informativa relativa ai principali effetti negativi delle decisioni di investimento sulla sostenibilità (Principal Adverse Impacts, PAI), l’associazione sostiene inoltre la necessità di consentire ai gestori di selezionare gli indicatori più coerenti con gli obiettivi e la strategia di ciascun prodotto, purché la scelta sia adeguatamente motivata. Un elenco rigido e uniforme, secondo EFAMA, non terrebbe conto delle differenze tra fondi con finalità di sostenibilità diverse.

Infine, per i fondi di investimento alternativi (FIA) commercializzati esclusivamente presso investitori professionali, EFAMA chiede di mantenere la definizione di investitore professionale prevista dalla direttiva AIFMD e di evitare che l’eventuale esclusione dal regime comporti un divieto di comunicare le caratteristiche di sostenibilità del fondo.

La semplificazione della SFDR 2.0, nella prospettiva dell’associazione, non può essere affrontata isolatamente. La nuova disciplina, i relativi standard tecnici e le norme riviste sulle preferenze di sostenibilità nell’ambito della MiFID e della direttiva IDD dovrebbero diventare applicabili contemporaneamente.

Il rischio, altrimenti, è che le nuove categorie di prodotto entrino in vigore mentre i distributori sono ancora soggetti a regole di adeguatezza non aggiornate, creando disallineamenti tra le caratteristiche dei prodotti, le preferenze espresse dai clienti e le modalità con cui vengono proposti sul mercato.

È proprio questo il punto richiamato da van de Werve: “Anche le diverse normative devono funzionare in modo coordinato. Introdurre un nuovo quadro per i prodotti mantenendo al contempo regole di adeguatezza obsolete al momento della consulenza non farebbe altro che confondere proprio gli investitori che la riforma intende aiutare”.

Per EFAMA, dunque, il successo della SFDR 2.0 non dipenderà dal numero di requisiti introdotti, ma dalla capacità di costruire un sistema comprensibile, coerente e applicabile. Un equilibrio particolarmente importante per la categoria della transizione, chiamata a conciliare obiettivi climatici e possibilità concrete di incidere sulle strategie delle imprese. Senza criteri proporzionati e dati sufficienti, avverte l’associazione, il rischio è che una riforma concepita per rendere più efficaci gli investimenti sostenibili finisca per restringerne le possibilità operative.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม