#Finsubito news dalla rete – salute, nuovi modelli abitativi e sviluppo dei territori


All’assemblea Federterme Confindustria le proposte di un settore che conta 320 stabilimenti in 19 regioni, 24 milioni di presenze e oltre 5 miliardi di euro di impatto economico.

Roma, 21 ottobre 2026 – Fare della longevità una prospettiva di salute e autonomia per le persone e un’opportunità di sviluppo per i territori. È l’obiettivo al centro dell’assemblea pubblica di Federterme Confindustria “Dove nasce la longevità: il futuro delle terme italiane”, che si è svolta oggi al Museo Nazionale Romano, a Palazzo Massimo. Un settore che conta 320 stabilimenti in 19 regioni e che chiede un pieno riconoscimento nelle politiche per l’invecchiamento attivo, mettendo a disposizione competenze sanitarie, ricerca e una rete di imprese capace di integrare cura e ospitalità.

I numeri ne misurano il peso economico: secondo il Rapporto sul turismo termale in Italia nella prospettiva di crescita del mercato wellness, a cura di Unioncamere-Isnart e realizzato con la collaborazione di Federterme, nel 2025 le presenze sono state stimate in 24 milioni, con un impatto sui territori superiore a 5 miliardi di euro. La spesa media giornaliera del turista nelle località termali, esclusi viaggio e alloggio, è di 166 euro, contro i 94 euro della media italiana: circa il 77% in più. Una domanda che sostiene le economie locali e che può trovare nuove possibilità di crescita nei servizi per la longevità, nel turismo della salute e nella residenzialità.

Salute e benessere caratterizzano sempre più l’offerta termale, ampliandone l’attrattività anche tra le nuove generazioni: gli under 35 rappresentano oggi circa un terzo della clientela. Alla tradizione di cura e prevenzione si affianca una domanda di benessere psicofisico che porta a scegliere le terme anche come esperienza da condividere in coppia o con gli amici, abbinando i trattamenti alla scoperta dei territori, alle attività all’aria aperta e all’enogastronomia. Il Rapporto Unioncamere-Isnart conferma questa pluralità di motivazioni: il 35,7% degli intervistati si definisce turista del benessere e il 48,6% associa salute e benessere nella propria esperienza termale. Un’evoluzione che stimola gli investimenti in servizi e ospitalità e rafforza il legame tra longevità e cura di sé lungo tutto l’arco della vita. Il progressivo invecchiamento della popolazione offre un ulteriore ambito di sviluppo, soprattutto per le località storicamente legate al termalismo sociale, che possono valorizzare strutture e competenze attraverso nuovi servizi e progetti di residenzialità.

 

«Vivere più a lungo deve significare conservare autonomia, relazioni e qualità della vita. Le terme possono contribuire concretamente a questo obiettivo, mettendo a disposizione una consolidata esperienza nella cura e nella prevenzione», ha dichiarato Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria. «La longevità cambia i bisogni delle persone e richiede risposte che coinvolgono la sanità, l’abitare e il turismo. Per le nostre imprese significa investire in servizi e modelli di accoglienza capaci di accompagnare questa trasformazione. Alle istituzioni chiediamo di riconoscere il sistema termale come componente strutturale delle politiche per l’invecchiamento attivo e di creare le condizioni per svilupparne il potenziale, a beneficio della salute e delle economie dei territori».

Una delle prospettive è il senior housing termale: piccoli complessi residenziali, anche di 20–30 miniappartamenti indipendenti, destinati agli over 65 autosufficienti o parzialmente autosufficienti, con spazi comuni e servizi modulabili secondo le necessità. Il collegamento con le terme integra l’abitare con l’accesso alle cure, all’attività fisica adattata e ai percorsi di educazione alla salute. Assistenza su richiesta, ambienti accessibili e tecnologie per la sicurezza sostengono l’autonomia, mentre le attività condivise favoriscono la socialità. Un modello intermedio tra la casa privata e la residenza assistenziale, che apre nuove opportunità di investimento nelle località termali.

Questa prospettiva si fonda su una funzione sanitaria già radicata: sono 239 le imprese termali accreditate con il Servizio sanitario nazionale. Un maggiore coordinamento tra ospedali, servizi territoriali e centri termali consentirebbe di valorizzarne ulteriormente il contributo nella gestione della cronicità e nella riabilitazione. Sul recupero funzionale, lo studio condotto da Federterme/FoRST con INAIL ha rilevato una riduzione dei tempi di recupero di circa il 40% rispetto ai pazienti che l’Istituto non avviava alle terme.

Federterme chiede il riconoscimento del sistema termale nel Piano nazionale per l’invecchiamento attivo e l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza di protocolli termali dedicati alla fragilità, integrati con l’assistenza territoriale. Le proposte comprendono fondi e partenariati pubblico-privati per avviare progetti pilota di senior housing, incentivi fiscali per favorire la residenzialità nei comuni termali, detrazioni per i trattamenti e pacchetti turistici dedicati agli over 65, insieme a investimenti per migliorare infrastrutture e accessibilità.

Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Federterme sollecita inoltre la semplificazione delle autorizzazioni per l’esercizio delle prestazioni negli stabilimenti, misure a favore delle aggregazioni e contratti di filiera. Sul fronte della domanda internazionale, propone una strategia di promozione del turismo termale legata alla salute e alla longevità, anche attraverso Italcares, la piattaforma che aggrega l’offerta termale, sanitaria e del benessere italiana e si rivolge a utenti e partner internazionali.

«Il futuro delle terme si lega alla capacità di rispondere a un bisogno sempre più diffuso: vivere più a lungo e in buona salute. Investire in questa direzione significa dare valore alle competenze delle nostre imprese e offrire nuove prospettive ai territori», ha concluso Iorio.

All’assemblea sono intervenuti il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente di Federturismo Confindustria Massimo Caputi e il vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo Leopoldo Destro. Al confronto hanno partecipato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva; Gianfranco Beltrami, vicepresidente vicario della Federazione Medico Sportiva Italiana; la campionessa olimpica Manuela Di Centa; Magda Antonioli, professoressa senior di Economia e Politica del Turismo all’Università Bocconi; Grazia Torelli, sindaco di Chianciano Terme; e il manager culturale e saggista Paolo Verri.


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