L’Unione Europea ha pubblicato qualche mese addietro l’edizione 2025 del documento “The EU Industrial Research & Development (R&D) Investment Scoreboard” che ha come obiettivo il monitoraggio e l’analisi delle tendenze negli investimenti industriali in ricerca e sviluppo (R&S). Il ranking delle 800 maggiori imprese europee per investimenti in R&S, riferito al 2024, restituisce un quadro caratterizzato da una forte concentrazione geografica e settoriale: su un totale di circa 245,5 miliardi di euro, quasi la metà è riconducibile alle aziende tedesche.
La ricerca e sviluppo è uno degli indicatori più significativi della capacità competitiva di un sistema industriale-manifatturiero; misura le risorse economiche che le imprese destinano alla costruzione di nuovi prodotti, tecnologie e processi e offre una chiave di lettura delle trasformazioni in corso nei principali comparti produttivi.
Con 117,9 miliardi di euro investiti, pari al 48% del totale, la Germania occupa saldamente il primo posto. Segue la Francia, con 48,3 miliardi e una quota del 19,7%. Più distanziate si collocano Svezia, Paesi Bassi e Danimarca. L’Italia è sesta, con 42 imprese in graduatoria e una spesa complessiva di 11,1 miliardi di euro, equivalente al 4,5% degli investimenti del campione. Il divario con le principali economie europee è evidente. Germania e Francia raccolgono insieme quasi il 68% della spesa in ricerca delle aziende considerate. Una concentrazione che riflette il peso dei grandi gruppi industriali, la specializzazione produttiva e la presenza di settori nei quali l’innovazione richiede investimenti elevati e continuativi. Il dato non costituisce una misura esaustiva della ricerca nazionale, perché riguarda un campione selezionato di grandi imprese. Rappresenta tuttavia un indicatore utile per osservare dove si concentra la capacità di investimento tecnologico delle principali aziende europee.
La distribuzione settoriale evidenzia il ruolo dominante dell’automotive, che con 82,3 miliardi di euro assorbe circa un terzo della spesa complessiva. Al secondo posto si collocano farmaceutica e biotecnologie, con circa 43 miliardi, seguite dalle tecnologie hardware, dal software e dai servizi informatici, dall’elettronica e dall’aerospazio. Automotive e farmaceutica rappresentano insieme poco più della metà degli investimenti in R&S del campione. Si tratta di comparti caratterizzati da un’elevata intensità tecnologica e da cicli di sviluppo complessi, nei quali la ricerca costituisce una condizione essenziale per mantenere quote di mercato e sostenere la competizione internazionale. Nel settore automobilistico, la trasformazione verso la mobilità elettrica, lo sviluppo delle batterie, l’elettronica di bordo e il software stanno modificando le priorità industriali. Nella farmaceutica, invece, gli investimenti sono legati soprattutto alla ricerca di nuovi principi attivi, allo sviluppo di terapie e ai processi di sperimentazione. Accanto a questi comparti, le tecnologie digitali, i semiconduttori, l’aerospazio e l’ingegneria industriale confermano il loro ruolo strategico. La geografia della ricerca europea segue quindi, almeno in parte, quella delle sue principali specializzazioni produttive.
In Italia Leonardo è la prima impresa italiana per investimenti in R&S, con circa 2,42 miliardi di euro e il 21° posto nella graduatoria europea. Segue STMicroelectronics, con 1,76 miliardi, davanti a Ferrari, con circa 1,04 miliardi. Completano il gruppo delle principali investitrici Chiesi Farmaceutici e Iveco Group, entrambe con una spesa superiore agli 800 milioni di euro. La composizione della graduatoria mette in luce alcune delle specializzazioni tecnologiche più rilevanti dell’industria italiana: aerospazio e difesa, semiconduttori, automotive, farmaceutica e meccanica avanzata. Si tratta di ambiti nei quali operano imprese capaci di sviluppare tecnologie proprietarie, sostenere programmi di ricerca complessi e competere sui mercati internazionali. La presenza italiana, tuttavia, resta quantitativamente più limitata rispetto a quella delle principali economie europee. Il tema non riguarda soltanto il volume degli investimenti, ma anche la capacità di estendere le competenze tecnologiche alle filiere produttive, alle imprese di dimensione intermedia e ai fornitori specializzati.
È proprio lungo queste filiere che la ricerca dei grandi gruppi può generare ricadute più ampie: attraverso la collaborazione con università e centri di ricerca, il trasferimento tecnologico, lo sviluppo di nuovi materiali e processi e la formazione di competenze tecniche avanzate. Per valutare la strategia innovativa delle imprese, gli investimenti assoluti devono essere affiancati dal rapporto tra spesa in R&S e fatturato. Un grande gruppo può investire cifre elevate grazie alla propria dimensione, mentre un’impresa più piccola può destinare alla ricerca una quota molto maggiore dei ricavi. Nel campione italiano, Chiesi Farmaceutici presenta un’intensità di ricerca particolarmente elevata, mentre Ferrari, Leonardo e STMicroelectronics registrano anch’esse rapporti significativi tra R&S e fatturato. Questi indicatori non sono direttamente confrontabili senza considerare le caratteristiche dei singoli settori, ma consentono di distinguere il peso finanziario assoluto dalla centralità della ricerca nel modello di business. Anche l’evoluzione annuale della spesa restituisce un quadro articolato. Nel 2024 gli investimenti risultano in crescita per alcune imprese italiane, tra cui Leonardo, Ferrari e Chiesi, mentre altre registrano una contrazione. Una variazione negativa non implica necessariamente una perdita di capacità innovativa: può dipendere dalla conclusione di programmi pluriennali, da scelte strategiche o dall’andamento del mercato.
Il ranking mostra un’Europa nella quale gli investimenti tecnologici sono concentrati in poche economie e in comparti ad alta intensità di conoscenza. L’Italia dispone di imprese di primo piano, ma deve confrontarsi con un divario dimensionale rispetto ai maggiori poli europei.
Il report integrale può essere scaricato al seguente link: https://knowledge-for-policy.ec.europa.eu/publication/2025-eu-industrial-rd-investment-scoreboard-0_en
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