Della vicenda ne avevamo parlato esattamente una settimana fa in questo articolo del 13 Ottobre 2026:
Dopo di Noi, revocati 300 mila euro al D50: la denuncia di Anffas
Oggi, 20 ottobre, il Comune di Trapani rompe il silenzio sulla vicenda dei finanziamenti del Dopo di Noi e respinge le accuse mosse da Anffas sulla revoca di oltre 300 mila euro destinati alle persone con disabilità. Il sindaco Giacomo Tranchida, nella qualità di presidente del Comitato dei sindaci del Distretto sociosanitario D50, interviene con una risposta formale, accompagnata da una dettagliata relazione tecnica che ricostruisce gli atti amministrativi dal 2017 al 2026. (che pubblichiamo integralmente nelle versioni PDF in fondo all’articolo)
La posizione dell’amministrazione, formalizzata con una nota protocollata il 16 ottobre, viene posta al centro dell’odierno confronto pubblico. Il Comune contesta la ricostruzione dell’associazione, sostiene che le difficoltà siano riconducibili soprattutto alle caratteristiche della normativa nazionale e alle procedure regionali e rivendica i risultati ottenuti attraverso un diverso finanziamento del PNRR.
La denuncia di Anffas e la perdita dei 300 mila euro
La vicenda era tornata al centro dell’attenzione il 12 ottobre, quando Anffas Trapani, Anffas Sicilia e Anffas Nazionale avevano denunciato la revoca di 300.073,44 euro inizialmente assegnati nell’ottobre 2017 al Distretto D50, con Trapani Comune capofila.
Le somme, previste dalla legge 112 del 2016, dovevano finanziare percorsi di autonomia abitativa, interventi di accoglienza temporanea e servizi di sostegno alle persone con disabilità grave prive del supporto familiare.
Secondo Anffas, dopo quasi otto anni di progettazioni, modifiche e difficoltà amministrative, gli interventi non erano stati avviati. La Regione Siciliana aveva disposto la revoca il 6 agosto 2025.
L’associazione aveva individuato tre criticità principali: le ripetute richieste regionali di integrazione dei progetti tra il 2018 e il 2021, l’impossibilità dichiarata dal Comune nel 2023 di impegnare le risorse per problemi legati ai bilanci e il mancato riscontro alle comunicazioni regionali del marzo e dell’aprile 2025 che avevano preceduto la revoca.
Anffas aveva quindi annunciato ulteriori richieste di accesso agli atti e la trasmissione della documentazione agli organi competenti, compresa la Procura regionale della Corte dei conti, per verificare eventuali responsabilità e possibili danni erariali.
La denuncia era stata raccontata anche da TrapaniSì.it nell’articolo del 13 ottobre 2026, dedicato alla perdita del finanziamento e alla posizione delle associazioni.
La replica di Tranchida: il problema riguarda l’intero sistema
Nella risposta indirizzata ai vertici nazionali, regionali e provinciali di Anffas, il sindaco Giacomo Tranchida respinge la rappresentazione di un Distretto che avrebbe abbandonato il progetto.
Il primo elemento richiamato dall’amministrazione riguarda la legge 112 del 2016, che subordinava l’accesso ai benefici alla contemporanea presenza di una disabilità grave e dell’assenza di sostegno familiare.
Secondo il Comune, questo secondo requisito avrebbe escluso gran parte delle persone potenzialmente interessate, soprattutto in un territorio dove la famiglia rappresenta spesso il principale riferimento assistenziale.
A sostegno della propria posizione, l’amministrazione cita una relazione della Corte dei conti: rispetto a una platea nazionale inizialmente stimata tra 100 mila e 150 mila persone, fino al 2021 i beneficiari effettivi erano stati appena 8.424, meno del 6% della stima.
Per il sindaco, dunque, le difficoltà non possono essere attribuite esclusivamente all’operato degli uffici trapanesi.
La ricostruzione del D50: dal 2018 al blocco del 2023
La relazione tecnica firmata dalla coordinatrice dell’Ufficio distrettuale di Piano, Marlena Cricchio, ripercorre la cronologia amministrativa.
Il primo avviso pubblico era stato pubblicato nel gennaio 2018. Alla scadenza del marzo successivo erano arrivate soltanto due istanze, successivamente prorogate e accompagnate da ulteriori attività di divulgazione.
Il piano progettuale era stato trasmesso alla Regione nel novembre 2018 e successivamente modificato più volte sulla base delle richieste degli uffici regionali.
Un passaggio centrale riguarda il 2019, quando la stessa Regione aveva riconosciuto che i piani presentati dai distretti non erano conformi alle proprie aspettative, senza avere ancora predisposto schemi uniformi di riferimento.
La validazione definitiva del piano del D50 era arrivata soltanto il 5 ottobre 2021, quasi tre anni dopo la prima presentazione.
Secondo la relazione, a quel punto i pochi beneficiari inizialmente individuati avevano modificato le proprie condizioni oppure erano già inseriti in strutture residenziali. La pandemia aveva ulteriormente complicato la possibilità di avviare i percorsi.
Nel dicembre 2022 la Regione aveva disposto l’impegno delle risorse per complessivi 276.014,90 euro, riferiti alle prime due annualità del Fondo.
Il 20 aprile 2023 il Distretto aveva comunicato l’avvio delle attività di ricognizione dei possibili beneficiari e la predisposizione di un avviso pubblico.
Ma il 2 maggio, secondo la ricostruzione comunale, la Regione aveva chiesto l’immediata rendicontazione delle risorse. Il Comune sostiene che questa richiesta fosse incompatibile con i tempi necessari per individuare i destinatari, affidare i servizi e realizzare gli interventi.
Con una successiva comunicazione dell’8 maggio, Trapani aveva chiesto di arrestare l’erogazione delle somme per consentire alla Regione di destinarle eventualmente ad altri territori.
Questo passaggio rappresenta uno degli elementi centrali della replica, perché l’amministrazione lo presenta come una scelta finalizzata a non immobilizzare ulteriormente risorse pubbliche.
Resta tuttavia un punto di contrasto con la ricostruzione di Anffas: l’associazione richiama il decreto regionale di revoca, nel quale risultano anche l’impossibilità di avviare gli interventi dichiarata nel 2023 e l’assenza di risposte alle comunicazioni del 2025. La documentazione comunale fornisce una spiegazione del contesto amministrativo, ma non elimina il dato della revoca del finanziamento.
La Regione e le difficoltà degli altri distretti
Il Comune evidenzia che la revoca non ha interessato soltanto Trapani, ma anche Mazara del Vallo, Acireale e altri distretti siciliani.
Secondo la relazione tecnica, dal 2018 la Regione Siciliana non avrebbe più assegnato nuove risorse del Fondo Dopo di Noi.
L’amministrazione richiama inoltre la convenzione sottoscritta il 10 ottobre 2025 tra la Regione e FormezPA per il progetto Domani posso dirti Dopo di Noi, finalizzato a sostenere i distretti nell’attuazione delle politiche per l’autonomia delle persone con disabilità.
Il Comune interpreta questa iniziativa come un riconoscimento delle difficoltà diffuse nell’intero sistema regionale, in particolare nell’integrazione tra servizi sociali e sanitari.
La responsabilità dell’attuazione dei progetti individuali, aggiunge il D50, non ricade esclusivamente sull’ufficio distrettuale, ma coinvolge anche le Unità di valutazione multidimensionale e l’Azienda sanitaria provinciale.
La risposta sui 715 mila euro del PNRR
Un altro punto centrale della replica riguarda i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il Distretto D50 sostiene di avere superato i limiti della precedente normativa attraverso un progetto finanziato nel 2022 con 715 mila euro, nell’ambito della Missione 5, Componente 2, dedicato all’autonomia delle persone con disabilità in età lavorativa.
La relazione tecnica distingue tre linee di intervento.
La formazione digitale, realizzata dall’ente Futuro, ha coinvolto 13 giovani con disabilità ed è indicata come conclusa.
Anche i tirocini di inclusione lavorativa risultano conclusi. Hanno interessato 13 beneficiari, con borse da 500 euro mensili per dodici mesi, grazie alla collaborazione di nove aziende e realtà del territorio.
Diversa la situazione dell’autonomia abitativa, affidata attraverso una procedura di coprogettazione che ha individuato come soggetto attuatore un’associazione temporanea composta da Anffas Palermo e Anffas Trapani.
In questo caso il Comune segnala una criticità: secondo la documentazione dell’ufficio distrettuale, le attività risultavano realizzate e documentate per circa il 28% degli obiettivi contrattualizzati.
L’amministrazione afferma che tale scostamento era già stato contestato formalmente al soggetto affidatario nel settembre 2026.
È un passaggio particolarmente significativo della risposta di Tranchida, perché il Comune richiama direttamente il ruolo operativo di Anffas in uno dei progetti finanziati con risorse pubbliche.
Va però precisato che si tratta di un intervento distinto dal Fondo regionale revocato nel 2025: il finanziamento PNRR non costituisce il recupero dei 300 mila euro perduti.
Il nuovo progetto Anffas e la questione degli immobili comunali
La replica affronta anche la proposta Abitare il Futuro, presentata da Anffas Trapani il 22 giugno 2026.
L’associazione aveva chiesto al Comune la concessione gratuita di immobili in via Giuseppe La Grutta 2 e il finanziamento di un Centro socioeducativo e di una Casa del Durante e Dopo di Noi.
La proposta prevedeva un contributo comunale di 70 euro per utente nella fascia antimeridiana e di 35 euro nella fascia pomeridiana.
L’amministrazione sostiene che l’accoglimento diretto della richiesta avrebbe comportato l’impiego di risorse comunali in sostituzione di quelle statali, oltre alla concessione gratuita di immobili pubblici.
Tranchida chiarisce che una proposta proveniente da un ente del Terzo settore non determina automaticamente un diritto all’affidamento di servizi, immobili o finanziamenti.
Per il Comune, i principi di imparzialità e parità di trattamento impongono procedure pubbliche aperte anche agli altri soggetti interessati.
Sulla richiesta di accesso agli atti avanzata da Anffas, l’amministrazione precisa invece di avere chiesto una specificazione dell’interesse concreto, negando che si sia trattato di un rifiuto.
Un confronto ancora aperto
La risposta del sindaco conclude una fase della polemica, ma non chiude la vicenda amministrativa.
Da una parte Anffas chiede di accertare perché un finanziamento destinato alle persone con disabilità sia stato revocato senza che gli interventi previsti fossero realizzati.
Dall’altra il Comune di Trapani sostiene di avere operato nei limiti delle disposizioni normative, delle indicazioni regionali e dei vincoli contabili, rivendicando i risultati raggiunti con il PNRR.
Tranchida invita l’associazione a un confronto documentale nelle sedi istituzionali e afferma che l’amministrazione metterà gli atti a disposizione degli organi di controllo.
Rimane una distinzione fondamentale: le difficoltà generali della legge Dopo di Noi e i risultati dei nuovi progetti non cancellano la perdita delle risorse originarie. Allo stesso tempo, la revoca non dimostra da sola quali responsabilità siano imputabili ai diversi soggetti coinvolti.
Il nodo da chiarire riguarda quindi non soltanto le ragioni del mancato utilizzo dei fondi, ma anche le possibilità concrete di garantire alle persone con disabilità e alle loro famiglie i percorsi di autonomia che quei finanziamenti avrebbero dovuto sostenere.
ecco i documenti originali:
Anffas del 12 ottobre 2026:
risposta al comunicato Anffas:
Relazione Distretto D50.
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