“Cambiare rotta verso una mobilità più sostenibile e giusta” – “Il caro carburanti pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie italiane, e per milioni di persone l’auto non è una scelta ma l’unico modo per raggiungere il lavoro, la scuola o i servizi sanitari. Il Governo risponde con sconti temporanei alla pompa, previsti dal decreto-legge 157, con lo stop al bollo auto e rinvia di un altro anno lo stop ai diesel Euro 5 nel bacino padano. Misure tampone e controproducenti – la denuncia di Legambiente – che prolungano la dipendenza dall’auto privata, senza offrire alternative”.
Piacenza, dal canto suo, si conferma come fra le città italiane più orientate alla mobilità sostenibile, con tanti cittadini che utilizzano la bicicletta. Lo dicono i risultati – presentati a Roma in occasione del Forum Mobilità del 21 ottobre – della XVI edizione del Giretto d’Italia, che ha visto la nostra città piazzarsi al secondo posto. In totale sono stati registrati quasi 60mila passaggi attraverso 120 check point distribuiti sul territorio, rilevando gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola effettuati con modalità di trasporto attive e non inquinanti. In vetta alla classifica, maglia rosa per il terzo anno consecutivo, c’è Padova con 8.168 passaggi. Seguono Piacenza con 5.404 passaggi e Torino con 5.050. In quarta posizione Pescara (3.823), in quinta Bolzano (4.170) e in sesta Roma con 3.180 passaggi, che per la prima volta entra nella top ten. Se si rapportano i passaggi agli abitanti, risulta invece primo un piccolo Comune, Piasco, in provincia di Cuneo, seguito da Piacenza e Padova. Il giretto d’Italia ha preso il via lo scorso 17 settembre, nella fascia oraria dalle 7 alle 10, oltre 30 tra comuni e aziende hanno preso parte alla sfida simbolica della mobilità attiva, invitando cittadini, studenti e dipendenti ad andare a scuola o al lavoro in bicicletta, e-bike, monopattino elettrico, anche in sharing.
I numeri sono stati illustrati da Legambiente il 21 ottobre a Roma, alla seconda edizione del Forum Mobilità “Proposte e azioni per la decarbonizzazione dei trasporti”, cinque proposte indirizzate al Governo per la legge di bilancio 2027 con l’obiettivo di tagliare le emissioni e contrastare la povertà dei trasporti. Le richieste vanno dal rifinanziamento del trasporto pubblico, con abbonamenti integrati e tariffe commisurate al reddito, al social leasing per l’acquisto di veicoli a zero emissioni per famiglie e imprese, maggiore capillarità della rete di ricarica, rifinanziamento del fondo per la ciclabilità, IVA al 10% sullo sharing e un maggiore ricorso allo smart working per ridurre la domanda di mobilità.
La tempesta perfetta sugli spostamenti – Lo scenario analizzato nel Forum parla chiaro: per il 79% degli italiani la spesa per benzina e gasolio è aumentata rispetto a sei mesi fa, più delle bollette e della spesa alimentare, e il 71% prevede di tagliare altre spese nei prossimi mesi (dati Eumetra). Il rincaro, determinato dalla crisi del Golfo, incide ulteriormente sulla condizione di povertà dei trasporti ampiamente diffusa in tutto il Paese: come denunciato da Legambiente già nel 2023, quasi un italiano su tre rinuncia a occasioni di studio, lavoro o cura perché spostarsi costa troppo o mancano i servizi: “La voglia e la necessità di cambiare stile di mobilità ci sono – sottolinea l’associazione -, ma senza alternative e investimenti per sostenerle la dipendenza dall’auto privata e dagli enormi costi ad essa collegati restano: l’auto copre ancora sei spostamenti su dieci, il trasporto pubblico meno di uno su dieci e bici e micromobilità appena uno su venti (dati Isfort). In Italia, in sintesi, la mobilità urbana si trova al centro di una “tempesta perfetta” causata da crisi energetica e aumento dei carburanti, tagli ai finanziamenti, trasporti in difficoltà”.
Di fronte a questa tempesta, Legambiente torna a ribadire “l’urgenza di investimenti per rendere accessibili le alternative all’auto e ridurre costi, emissioni e inquinamento atmosferico, cui sono legate quattro procedure d’infrazione e 48.000 morti l’anno in Italia”: “I tagli dell’ultima legge di bilancio alla mobilità sostenibile – afferma l’associazione – vanno nella direzione opposta. Un segnale positivo, che da solo non basta a rispondere alle necessità del Paese, arriva invece dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che ha stanziato circa 600 milioni di euro per il Piano d’azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria: circa 500 milioni per la mobilità urbana e metropolitana e una prima dotazione di 100 milioni per rinnovare e potenziare le flotte del trasporto pubblico locale in 12 Città metropolitane e 10 Regioni interessate dalle procedure d’infrazione per il superamento dei limiti di PM10 e NO2”.
L’altra partita cruciale si gioca sull’elettrico, una transizione sempre più al centro dell’agenda climatica europea e oggetto di discussione anche alla COP31, la conferenza Onu sul clima di Antalya (9-20 novembre), dove si proporrà di portare l’elettricità al 35% dei consumi energetici entro il 2035, con iniziative dedicate anche ai trasporti: “La buona notizia – spiega Legambiente – è che in Italia l’elettrico cresce, come emerge dai dati Motus-E sul primo trimestre 2026 a correre sono soprattutto gli autobus: ad oggi, quasi un nuovo bus su cinque immatricolato è elettrico (19,7%, +118% in un anno) e su strada ne circolano circa 4.000. Le auto elettriche crescono del 64,7% e diventano più economiche: in Europa il prezzo medio delle utilitarie elettriche è sceso di quasi un quinto in tre anni, oggi le piccole e medie sono il 60% del mercato italiano e al Sud le immatricolazioni aumentano del 220% (Motus-E, primo trimestre 2026). Anche la rete di ricarica sale a 78.253 punti (+18,6%). Ma il percorso è ancora in salita: oltre 10mila colonnine già installate aspettano da un anno e mezzo l’allacciamento alla rete, furgoni e camion elettrici restano al palo e tutta la crescita poggia su incentivi a termine e sul PNRR”. “Ora che il Piano si chiude – avverte Legambiente – serve garantire continuità finanziaria alla trasformazione avviata, soprattutto per il rinnovo delle flotte e ulteriore diffusione della ricarica elettrica”.
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