#Finsubito news dalla rete – L’autunno fa sul serio: piogge intense sul Piemonte, rischio nubifragi e neve sulle Alpi. Ecco quando arriva il maltempo


L’autunno cambia marcia e il Piemonte si prepara a una fase di maltempo che potrebbe portare piogge abbondanti, temporali, vento e un deciso calo delle temperature. Dopo diversi giorni dominati dall’alta pressione, la situazione meteorologica è destinata a cambiare già da domenica 18 ottobre, quando le prime precipitazioni raggiungeranno il Nord-Ovest. Ma sarà soprattutto tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre che una perturbazione atlantica potrebbe provocare i fenomeni più intensi, con accumuli di pioggia localmente molto elevati e possibili criticità.

A delineare lo scenario è Edoardo Ferrara, meteorologo di https://www.3bmeteo.com/, che annuncia la fine della stabilità atmosferica e l’ingresso dell’Italia in una fase decisamente più perturbata.

«Dopo diversi giorni di egemonia anticiclonica, ora il tempo sta per cambiare in modo netto sull’Italia», spiega Ferrara.

Il primo peggioramento interesserà proprio le regioni nord-occidentali. Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta saranno tra le prime aree a vedere il ritorno delle precipitazioni, mentre il rischio di fenomeni particolarmente intensi riguarderà soprattutto la riviera ligure.

«Già da domenica prime piogge si affacceranno al Nordovest, in particolare tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, dove peraltro non si esclude anche qualche locale nubifragio in particolare sulla riviera ligure. Qualche fenomeno potrà interessare seppur più marginalmente Toscana, Lazio, Sardegna, Veneto, Trentino e Lombardia. Qualche sporadico rovescio sarà altresì possibile su Sicilia e Calabria jonica», precisa il meteorologo.

Per Torino, il Torinese e il Canavese, il cambiamento si inserisce quindi in un peggioramento che coinvolgerà l’intero Piemonte. Le indicazioni di 3Bmeteo individuano nella regione una delle zone maggiormente esposte alle precipitazioni dei prossimi giorni, anche se non forniscono ancora una previsione dettagliata degli accumuli per i singoli comuni.

Il quadro diventerà più impegnativo all’inizio della prossima settimana. Dopo i primi fenomeni domenicali, martedì 20 ottobre è previsto un netto aumento dell’intensità e della diffusione delle piogge, inizialmente al Nord-Ovest. La causa sarà il passaggio di una perturbazione atlantica destinata ad attraversare progressivamente tutta la Penisola entro mercoledì.

«Ma sarà martedì che le precipitazioni si intensificheranno in modo netto e diffuso a partire dal Nordovest per il passaggio di una perturbazione atlantica che entro mercoledì attraverserà tutta l’Italia sotto i colpi di rovesci, temporali e venti anche forti dapprima di Scirocco e Libeccio, successivamente di Ponente e Maestrale. Si prevedono precipitazioni particolarmente abbondanti in primis su Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e in generale lungo tutta la fascia prealpina e pedemontana del Nord: qui non si escludono picchi complessivi anche di oltre 150-200mm con potenziali locali criticità. Successivamente il maltempo dovrebbe colpire in modo incisivo a suon di temporali anche il versante tirrenico dalla Toscana alla Campania con picchi locali di oltre 50-80mm e pure qui possibili locali criticità. Precipitazioni pur più intermittenti non risparmieranno comunque anche il versante adriatico e ionico. Da mercoledì inoltre le temperature saranno in calo in modo deciso a partire dal Nord ma successivamente anche al Centrosud, con ritorno della neve sulle Alpi fin sotto i 2000-2200 metri», avverte Ferrara.

Il dato più significativo per il Piemonte riguarda dunque le precipitazioni previste nelle aree prealpine e pedemontane del Nord. Secondo lo scenario delineato da 3Bmeteo, gli accumuli complessivi potrebbero superare localmente i 150-200 millimetri, quantità che rendono necessario prestare attenzione all’evoluzione del peggioramento.

Non si tratta, tuttavia, di un valore previsto uniformemente su tutto il territorio piemontese. La stima riguarda i settori maggiormente esposti della fascia prealpina e pedemontana settentrionale e non permette, da sola, di stabilire quanta pioggia cadrà su Torino, Ivrea, Chivasso, Rivarolo Canavese o negli altri centri della provincia.

Per il Canavese e le zone montane del Torinese, l’elemento da seguire sarà soprattutto la distribuzione delle precipitazioni durante il passaggio della perturbazione. L’intensità dei fenomeni e la loro eventuale persistenza potranno fare la differenza tra una fase di pioggia autunnale e situazioni che richiedano maggiore attenzione.

Il meteorologo segnala infatti la possibilità di criticità locali, ma la previsione non equivale all’emissione di un’allerta meteorologica ufficiale. Per conoscere eventuali livelli di rischio sul territorio piemontese sarà necessario fare riferimento ai successivi aggiornamenti di Arpa Piemonte e della Protezione civile.

Il peggioramento non riguarderà soltanto il Nord-Ovest. Con il progressivo spostamento della perturbazione, anche il versante tirrenico, dalla Toscana alla Campania, potrebbe essere interessato da temporali intensi e accumuli localmente superiori ai 50-80 millimetri.

Fenomeni più intermittenti sono previsti anche sulle regioni affacciate sull’Adriatico e sullo Ionio. La fase perturbata sarà accompagnata da venti sostenuti, inizialmente di Scirocco e Libeccio, seguiti da Ponente e Maestrale.

Un altro elemento importante sarà il crollo delle temperature. Da mercoledì 21 ottobre l’aria più fredda inizierà a farsi sentire soprattutto al Nord, per poi raggiungere anche il Centro-Sud.

Sulle Alpi tornerà la neve, con una quota che durante il peggioramento potrebbe scendere al di sotto dei 2.000-2.200 metri. Una svolta rispetto alla fase mite e stabile dei giorni precedenti, che riporterà condizioni più tipicamente autunnali anche sulle montagne piemontesi.

Il cambiamento potrebbe non esaurirsi con il passaggio della perturbazione principale. Le indicazioni di 3Bmeteo prospettano infatti una prosecuzione dell’instabilità anche nei giorni successivi, con nuove occasioni per precipitazioni e temperature più basse.

«Nei giorni successivi il tempo dovrebbe mantenersi spiccatamente variabile con qualche nuovo locale spunto piovoso, specie al Nord e sul versante tirrenico. Il tutto contestualmente ad un clima più freddo, con possibili fiocchi di neve sulle Alpi fin sotto i 1500m», conclude Edoardo Ferrara.

La possibilità di vedere la neve scendere sotto i 1.500 metri riguarda quindi la fase successiva al peggioramento principale e resta subordinata all’evoluzione delle condizioni atmosferiche.

Per Torino e il Canavese, le date da tenere d’occhio sono soprattutto domenica 18 ottobre, quando sono attese le prime piogge, e martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, quando il maltempo dovrebbe raggiungere la sua fase più intensa.

Il ritorno delle precipitazioni, il possibile accumulo di quantità importanti d’acqua nelle aree più esposte e il successivo raffreddamento segnano la fine della lunga parentesi anticiclonica. Dopo giorni di relativa stabilità, l’autunno torna protagonista sul Piemonte, con uno scenario che richiederà aggiornamenti ravvicinati per definire l’intensità delle piogge e gli eventuali rischi a livello locale.

 

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