Il governo ha tracciato il perimetro della prossima legge di Bilancio. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2027, deliberato martedì dal Consiglio dei ministri e trasmesso nella notte alla Commissione europea e al Parlamento, delinea una manovra da circa 23,5 miliardi di euro per il 2027, pari a quasi un punto di Pil di interventi. Le coperture arrivano dal settore finanziario, dai risparmi dei ministeri e dai giochi, mentre la quota destinata a difesa e sicurezza energetica sarà finanziata con la clausola di salvaguardia nazionale. L’impatto netto sui conti è pari allo 0,54% del Pil nel 2027, circa 13 miliardi, e allo 0,56% nel 2028, per poi ridursi allo 0,15% nel 2029. La bussola resta la stessa degli ultimi anni: il governo, si legge, «pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti», in una strategia che punta a rafforzare il potenziale di crescita «in continuità con l’azione già intrapresa dal governo, salvaguardando, al contempo, la sostenibilità della finanza pubblica». Il quadro definitivo dipenderà però dal confronto con Bruxelles. Il testo precisa, infatti, che «la definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia».
Un punto di partenza migliore delle attese
La manovra poggia su basi più solide del previsto. Nello scenario a legislazione vigente la crescita del Pil nel 2026 è stata rivista al rialzo all’1%, sostenuta dalla domanda interna, dopo un primo semestre che il ministero dell’Economia giudica «superiore alle attese». In agosto gli occupati hanno confermato «il massimo storico di 24,3 milioni». Sul fronte dei conti, il deficit scenderà quest’anno al 2,9% del Pil, dopo il 3,1% del 2025: per la prima volta dalla pandemia l’Italia torna sotto la soglia del 3%, condizione necessaria per uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi. Anche la spesa netta, il parametro su cui Bruxelles misura il rispetto delle nuove regole, crescerà nel 2026 dell’1,6%, un valore che il documento definisce «allineato alla previsione di aprile e al limite raccomandato dal Consiglio».
La flessibilità europea per difesa ed energia
La scelta di fondo è esplicita. «In considerazione dell’eccezionale contesto macroeconomico e geopolitico», si legge nel Dpb, «la strategia di bilancio del Governo prevede il ricorso agli spazi di flessibilità derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, al fine di rafforzare le capacità di difesa e la sicurezza energetica, preservando al contempo il rispetto del sentiero di spesa netta raccomandato». L’esecutivo intende utilizzare questa flessibilità «nel 2027 e nel 2028 fino a un massimo annuo di 0,3 punti percentuali di Pil per la difesa, cui si aggiungono fino a 0,3 punti di Pil per interventi volti a rafforzare la resilienza energetica». L’utilizzo complessivo «può quindi raggiungere 0,6 punti percentuali di Pil in ciascuno dei due anni e rimane entro il limite annuo dell’1,5 per cento del Pil concesso dalla Commissione europea, confermando un orientamento prudente della politica fiscale e garantendo il mantenimento degli investimenti pubblici finanziati con risorse nazionali su livelli superiori alla media del periodo Pnrr». Il via libera politico è già arrivato: l’8 ottobre la Commissione ha raccomandato al Consiglio di autorizzare l’Italia ad attivare la clausola. Nelle tabelle della manovra la difesa pesa per lo 0,19% del Pil nel 2027, circa 4,6 miliardi, e per lo 0,20% nel 2028.
Il governo non nasconde il costo di questa scelta, ma lo considera contenuto. L’incremento della spesa per difesa e resilienza energetica, «connesso al ricorso limitato alla clausola di salvaguardia nazionale, implicherà un lieve deterioramento dei saldi di bilancio rispetto al quadro a legislazione vigente». E ancora: «Da un lato, l’aumento della spesa produrrà effetti positivi sull’attività economica; dall’altro, l’utilizzo limitato della flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale consentirà di conciliare il perseguimento degli obiettivi strategici con la sostenibilità delle finanze pubbliche». In numeri, il deficit sarà superiore al tendenziale di mezzo punto nel 2027 e nel 2028, attestandosi al 3,4% e al 3,2% del Pil, per poi scendere al 2,3% nel 2029. Il punto decisivo, però, è un altro: al netto della clausola, sottolinea il documento, il rapporto deficit/Pil «si manterrebbe su un profilo decrescente, collocandosi stabilmente al di sotto del 3 per cento lungo tutto l’orizzonte di previsione». Anche sul fronte delle regole europee i conti tornano. Gli obiettivi di crescita della spesa netta sono fissati al 3,3% nel 2027, all’1,7% nel 2028 e allo 0,2% nel 2029, ma escludendo le spese finanziate con la clausola scenderebbero all’1,9%, all’1,7% e all’1,5%, in linea con i limiti raccomandati. Ne deriva che «non emergerebbe la necessità di una correzione di bilancio per il 2027, mentre nel 2028 e nel 2029 si renderebbero disponibili spazi di bilancio per una manovra moderatamente espansiva».
Una spinta alla crescita
Le risorse aggiuntive avranno effetti sull’economia reale. «Secondo lo scenario programmatico», spiega il Dpb, «le maggiori risorse mobilitate rispetto al quadro tendenziale eserciteranno un impulso positivo sull’attività economica nel prossimo biennio, portando la crescita del PIL reale allo 0,8 per cento nel 2027 e allo 0,9 per cento nel 2028, rispetto allo 0,6 e allo 0,8 per cento previsti nello scenario tendenziale». Nel 2029 la crescita «si attesterà allo 0,8 per cento, in linea con il quadro macroeconomico tendenziale». Secondo il ministero, «gli interventi programmati rafforzeranno la domanda interna, sostenendo sia i consumi delle famiglie sia gli investimenti». A partire dal 2027, inoltre, «le maggiori risorse destinate alla difesa e alla sicurezza energetica, oltre a determinare un aumento degli investimenti pubblici, favoriranno l’attivazione di quelli privati e la creazione di occupazione». In questo contesto «i consumi delle famiglie risulteranno più dinamici grazie all’aumento del reddito disponibile reale, sostenuto sia dall’andamento dell’occupazione sia dalle misure contenute nella legge di bilancio». La maggiore crescita, osserva il documento, amplierà la base imponibile e attenuerà l’impatto dell’intervento su saldi e debito.
Famiglie, imprese e infrastrutture
La voce più consistente della manovra è quella delle politiche per la famiglia e della spesa sociale, a cui vanno lo 0,21% del Pil nel 2027, circa 5 miliardi, poi lo 0,12% nel 2028 e lo 0,11% nel 2029. Al sostegno alle imprese sono destinati lo 0,14%, lo 0,18% e lo 0,13% nel triennio, alle infrastrutture lo 0,13% il primo anno e lo 0,15% il secondo, alla sanità lo 0,10% nel 2027, poi lo 0,08% e lo 0,07%. Le misure fiscali valgono lo 0,09% nel 2027 e crescono allo 0,21% nel 2028 e allo 0,16% nel 2029. Sul fronte produttivo, «gli interventi destinati alle imprese saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti». Un capitolo a parte riguarda le opere pubbliche: «Particolare rilievo sarà attribuito al finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese». In questo ambito, gli interventi per la sicurezza energetica «saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici».
Il contributo del settore finanziario
Sul versante delle coperture, il documento indica che «concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi», accanto alla revisione della spesa dei ministeri (0,05% del Pil nel 2027, circa 1,2 miliardi) e alle entrate dai giochi (0,03%, circa 700 milioni). Il contributo più rilevante arriva da banche e assicurazioni. Rispetto al quadro a legislazione vigente, le tabelle del Dpb attribuiscono alle «misure a carico del settore finanziario» un gettito aggiuntivo pari allo 0,21% del Pil nel 2027, circa 5 miliardi, allo 0,13% nel 2028, circa 3 miliardi, e allo 0,10% nel 2029, poco più di 2 miliardi. Si tratta di risorse che si sommano a quelle già incorporate nel tendenziale dopo la manovra dello scorso anno, quando il Dpb 2026 aveva previsto, alla stessa voce, lo 0,19% del Pil per il 2026 e per il 2027 e lo 0,10% per il 2028. Considerando entrambe le componenti, l’apporto complessivo del comparto nel 2027 salirebbe intorno allo 0,40% del Pil, circa 9,5 miliardi, poco più del doppio di quanto già previsto a legislazione vigente, e nel 2028 si attesterebbe intorno allo 0,23%. Il documento non specifica ancora con quali strumenti sarà raccolto il nuovo contributo, che verrà definito nel disegno di legge.
Il debito torna a scendere dal 2028
Resta il nodo del debito, che risente ancora dell’eredità dei bonus edilizi. Il rapporto debito/Pil chiuderà il 2026 al 138,1%, sotto il 138,6% stimato in primavera, e salirà al 138,5% nel 2027, un aumento «determinato in larga misura dall’impatto di cassa dei crediti d’imposta connessi ai bonus edilizi maturati negli anni precedenti». Esaurito questo effetto, la curva si invertirà: 137,9% nel 2028 e 136,6% nel 2029. Esaurito anche l’impatto della clausola, l’avanzo primario tornerà a crescere, all’1,4% del Pil nel 2028 e al 2,4% nel 2029, e secondo il ministero il consolidamento del saldo primario e il riassorbimento dell’aggiustamento stock-flussi «consentiranno al rapporto debito/PIL di tornare su un sentiero discendente a partire dal 2028».
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