#Finsubito news dalla rete – Le arriva una bolletta del gas da 12mila euro. Non paga e vince in tribunale


GROSSETO. Una bolletta del gas da oltre 12mila euro. Non un errore di stampa, non una cifra comparsa per sbaglio su un documento, ma una richiesta di pagamento che una donna grossetana si è vista recapitare nel 2022 e che, nel giro di poco tempo, si è trasformata in una vera e propria battaglia giudiziaria.

Perché quella bolletta, secondo la donna, non corrispondeva ai consumi effettivi della sua abitazione. E anziché rassegnarsi a pagare una somma enorme, ha deciso di contestarla, affidandosi all’associazione Codici, che ha portato la vicenda davanti al Tribunale.

Quattro anni dopo, è arrivata la decisione: la fattura da 12mila euro è stata annullata. E alla base della sentenza c’è un principio che potrebbe interessare molti altri consumatori alle prese con conguagli inspiegabili e bollette fuori controllo: non basta che un consumo sia registrato o validato dal distributore perché possa essere considerato automaticamente corretto.

La vicenda comincia nel 2022, quando alla donna viene recapitata una fattura di conguaglio del gas che supera i 12mila euro. Una cifra che appare sproporzionata e che la cliente decide di non accettare senza prima verificarne la fondatezza.

Il venditore aveva emesso la fattura utilizzando i dati dei consumi stimati dal distributore. Ma c’era un particolare tutt’altro che secondario: il distributore aveva accertato che il contatore non funzionava correttamente e, nonostante questo, aveva utilizzato i valori riportati sul display per determinare i consumi da comunicare al venditore.

È proprio su questo passaggio che si concentra la contestazione.

La società venditrice, per ottenere il pagamento, aveva fatto ricorso a un decreto ingiuntivo. La donna, assistita dall’avvocato Guido Verdiani, legale dello Sportello Codici di Grosseto, ha presentato opposizione, chiamando in causa anche il distributore.

Da quel momento la questione è diventata soprattutto una battaglia sulla prova dei consumi: chi chiede il pagamento di una fornitura deve essere in grado di dimostrare che il gas fatturato sia stato effettivamente consumato.

La decisione del tribunale: i dati del contatore non sono una prova assoluta

La pronuncia del tribunale mette al centro un principio già affermato dalla giurisprudenza della Cassazione.

La rilevazione dei consumi attraverso un contatore costituisce una presunzione semplice di veridicità, non una prova incontestabile.

In altre parole, il dato registrato può essere contestato e deve essere valutato alla luce degli elementi disponibili, soprattutto quando emergono anomalie o malfunzionamenti dell’apparecchio.

«Il distributore, pur avendo accertato il non funzionamento del contatore, aveva comunque indicato come consumi quelli riportati dal display – spiega l’avvocato Verdiani – ma anche quello che ha il distributore non è sempre corretto e non scusa la fattura del venditore».

Il Tribunale, secondo quanto riferito dall’associazione Codici, ha chiarito anche un altro aspetto importante: il fatto che un dato sia stato validato attraverso le procedure amministrative o informatiche utilizzate dalle società energetiche non significa che quel dato diventi automaticamente una prova legale del consumo effettivo.

La validazione consente al distributore di trasmettere le informazioni al venditore, che le utilizza per emettere la fattura. Ma il cliente non può essere obbligato a pagare consumi la cui effettiva entità non sia stata dimostrata.

Ed è proprio su questa distinzione che si è fondata la decisione di annullare la fattura contestata.

Una vittoria dopo quattro anni di battaglia

Per la donna grossetana si chiude così una vicenda cominciata con una richiesta di pagamento da capogiro e proseguita attraverso un procedimento giudiziario.

«Una pronuncia che, ovviamente, abbiamo accolto con soddisfazione, perché fa giustizia in questa vicenda», commenta Verdiani.

Il caso mostra quanto possa diventare complesso contestare una bolletta quando il venditore sostiene di aver semplicemente utilizzato i dati comunicati dal distributore.

Una circostanza che, però, come emerge dalla decisione, non è sufficiente a dimostrare in giudizio l’esattezza degli importi richiesti.

La sentenza riguarda il caso specifico e non comporta l’annullamento automatico di altre bollette contestate, ma richiama un principio importante per la tutela dei consumatori.

Bollette pazze, cosa fare quando arriva un conto inspiegabile

Il caso della donna grossetana non è l’unica situazione di questo genere affrontata dalle associazioni dei consumatori.

«Purtroppo, il mercato dell’energia è segnato da bollette cosiddette pazze, per non parlare poi del problema dei contratti attivati senza il consenso del consumatore», osserva l’avvocato Sara Serritiello, legale dello Sportello Codici di Grosseto.

Di fronte a un conguaglio anomalo, la prima cosa da fare è verificare i consumi indicati, confrontarli con le letture precedenti e controllare l’eventuale presenza di stime o rettifiche.

È importante conservare le fatture, le comunicazioni con il fornitore e le fotografie delle letture del contatore, presentando una contestazione scritta quando emergono incongruenze.

Una bolletta contestata, però, non deve essere semplicemente ignorata: è necessario seguire le procedure previste, valutando anche l’assistenza di un’associazione dei consumatori o di un legale.

«Anche di fronte a situazioni che possono apparire complicate e possono scoraggiare, come questa della fattura da 12mila euro, è bene mantenere la calma e chiedere aiuto – aggiunge Serritiello – I diritti ci sono e grazie al supporto di esperti e avvocati validi è possibile difenderli e farli valere».

Il nuovo Sportello Codici a Grosseto

L’associazione Codici ha attivato nei giorni scorsi un nuovo sportello a Grosseto per offrire assistenza ai cittadini non soltanto sulle controversie relative alle bollette di luce e gas, ma anche sui contratti non richiesti, sulle condotte scorrette di banche e assicurazioni, sulle truffe, sulle violazioni della privacy, sui tributi locali e sui problemi legati agli acquisti.

Per informazioni e assistenza è possibile telefonare al 352 2435583 oppure scrivere all’indirizzo codici.grosseto@codici.org.




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