Il cambiamento climatico non è più uno scenario futuro ma un presente che esige il conto già adesso: più del 90% dei leader aziendali ha dichiarato di aver subito delle perdite finanziarie per questo motivo e un terzo ha riportato perdite superiori al milione di dollari. Ma se i numeri sulle perdite collegate al rischio climatico sono noti, quello che manca ancora è come misurare e gestire questo genere di rischi. Su questo tema si è focalizzata la tavola rotonda Oltre l’incertezza: governare il cambiamento e trasformare i rischi in valore sostenibile, che si è tenuta il 7 ottobre al Salone della CSR e dell’innovazione sociale, presso l’Università Bocconi di Milano. Il confronto è stato organizzato da ESGnews, media partner della manifestazione, durante la quale ha presentato la quarta edizione di ESGmakers – i protagonisti della sostenibilità, una vera e propria bussola della sostenibilità dedicata quest’anno all’adattamento climatico con dati, analisi, nomi e storie dei protagonisti che permettono di scoprire come costruire la resilienza al cambiamento climatico.
Il concetto di resilienza ha guidato gli interventi al dibattito di alcuni responsabili della sostenibilità: Giulia Balugani Sustainability Manager di UnipolSai Assicurazioni, Manuela Baudana, Head of Sustainability Development di A2A, Lauretta Filangieri, Responsabile Sostenibilità di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, Davide Tassi, Head of Sustainability di Enav e Giovanna Zacchi, Head of ESG Strategy di BPER Banca.

Il primo fronte di analisi è quello assicurativo: secondo i dati di Swiss Re i danni economici globali causati dalle catastrofi naturali hanno raggiunto quota 328 miliardi di dollari nel 2024 con una crescita attesa del 5-7% annuo e circa 137 miliardi di dollari sono stati coperti da polizze per eventi naturali, sempre nel 2024. In questo contesto l’Italia, ha sottolineato Giulia Balugani, è il paese europeo meno assicurato con circa il 7% delle abitazioni e il 15% delle imprese protette da polizze cat nat (in realtà obbligatoria per tutte le imprese con sede in Italia ma senza sanzioni efficaci). Il ruolo sociale dell’assicurazione diventa sempre più rilevante poiché salvaguarda la continuità aziendale, evitando il fallimento delle imprese dopo un disastro e colma il gap di protezione assicurativa pubblica. L’assicurazione non è solo un risk carrier che rimborsa il danno ma anche un risk manager che offre consulenza sulle attività di prevenzione per limitare i danni. Molti i tool sviluppati dalle compagnie in questa direzione come i sistemi di alert meteo e supporti mirati a pmi, imprese agricole, famiglie.
Gli investimenti in mitigazione e adattamento climatico diventano sempre più importanti e le banche sono impegnate a valutare i rischi ESG poiché questi determinano la resilienza e la stabilità delle imprese: ad esempio l’impresa colpita da un danno che non riesce a riavviare il business in una settimana ha un rischio di default elevato. Sostenibilità e competitività sono quindi due facce della stessa medaglia anche per le piccole imprese ha affermato Giovanna Zacchi di BPER che ha una clientela prevalentemente costituita da pmi. Inevitabile la crescente attenzione al costo dell’energia: la stessa BPER copre il 100% del proprio fabbisogno di energia elettrica da fonti rinnovabili anche grazie a 28 impianti fotovoltaici di proprietà ha ricordato Zacchi. Energia, acqua, rifiuti sono al centro del piano di transizione di A2A, è intervenuta Manuela Baudana, che ha sottolineato il ruolo della trasparenza e delle leve da attivare lungo tutta la catena del valore. Il dialogo costante e diretto con le imprese sul territorio e con tutti gli stakeholder di riferimento è la chiave per avere degli obiettivi concreti. Per Lauretta Filangieri accanto alla gestione assicurativa e operativa del rischio deve esserci anche un’intensa attività di cultura dei rischi che possono assumere dimensioni preoccupanti quando vengono ignorati ma possono rivelarsi addirittura uno stimolo all’innovazione quando ricevono la giusta considerazione.
Davide Tassi è intervenuto sul trasporto aereo che a livello globale pesa intorno al 2,6-2,7% delle emissioni totali e che pone grande attenzione al tema della decarbonizzazione. L’Enav ha avviato programmi specifici per ottimizzare le traiettorie e le procedure di decollo e atterraggio in modo da limitare i consumi mantenendo sempre elevati gli standard di sicurezza, un modello italiano di eccellenza che cerca di esportare in altri paesi. La domanda di trasporto aereo a livello globale è in crescita e lo scorso 23 luglio è stato realizzato il record di voli commerciali in un giorno.
Un ultimo tema di dibattito è stato quello della rendicontazione in materia ESG, con obblighi normativi talvolta difficili da sostenere per le imprese di minori dimensioni e con le conseguenti difficoltà di raccolta di tali dati da parte delle aziende a capo delle filiere produttive e delle banche ancor di più. I questionari in materia di sostenibilità richiesti ad una pmi, infatti, possono essere anche più di mille e in assenza di figure dedicate a questo tipo di attività ciò può determinare un profondo scollamento tra richieste informative e quotidianità aziendale. Per questo l’integrazione delle competenze così come l’impegno a far crescere la consapevolezza dei rischi esistenti è sempre più necessaria e ciò porta le banche, ad esempio, a creare dei team per offrire un supporto più ampio al cliente che così viene seguito sia dallo specialista del rischio che dalla persona in filiale che conosce il cliente da tempo.
Infine la sfida di fare diventare la sostenibilità una leva di efficienza e competitività aziendale non riguarda solo il tema ambientale ma anche quello sociale, con aspetti forse ancora più difficili da identificare e valutare. Insomma un futuro sostenibile sembra possibile, ma la strada è ancora lunga.
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