#Finsubito news dalla rete – Auto, il 60,8% delle rate fra 250 e 500 euro


di Giovanni Talente

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Nel primo semestre del 2026 circa otto automobili su dieci, fra nuove e usate, sono state acquistate ricorrendo a un finanziamento, e le richieste di credito per le vetture nuove sono cresciute del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 946.296 immatricolazioni in aumento del 9,8%. Il dato compare nella sesta edizione dell’Osservatorio Credit & Mobility di Experian e UNRAE, diffusa il 3 settembre. La struttura dei contratti è più indicativa dei volumi: il 60,8% delle pratiche prevede una rata mensile compresa fra 250 e 500 euro, e nel 29,6% dei casi il piano si chiude con una maxirata finale da 15.000 euro.

Le durate si allungano in modo coerente. La fascia fra tre e quattro anni resta la più richiesta con il 35,3% dei contratti, ma cresce dell’11,6% quella fra quattro e cinque anni e del 10,3% quella oltre i cinque, mentre i piani fra due e tre anni arretrano del 6%. Sul fronte degli importi, il 37,4% delle richieste riguarda vetture fra 15 e 25 mila euro e il 31,3% la fascia fra 25 e 35 mila, in aumento di due punti, mentre le richieste sopra i 50 mila euro calano del 22,8%.

Il confronto fra queste due distribuzioni è il punto. Le rate si addensano in una forbice larga 250 euro che assorbe quasi due contratti su tre, mentre i prezzi restano distribuiti su fasce molto più ampie. L’Osservatorio, nella lettura che ne ha dato Il Fatto Quotidiano il 3 settembre, registra che il 64% delle richieste di finanziamento non supera i 25 mila euro a fronte di un 46,6% di vetture immatricolate in quella fascia di prezzo. La variabile che il mercato tiene ferma è la rata. Prezzo, durata e valore posticipato a fine contratto sono le leve che si muovono per tenerla dov’è.

Il credito per l’auto corre più del credito al consumo nel suo complesso. Il barometro CRIF pubblicato il 27 luglio segnala per il primo semestre una domanda di prestiti finalizzati in aumento del 2,7%, con il finalizzato tradizionale all’1,1%, i prestiti personali al 5,6% e il pagamento dilazionato al 13,6%. L’importo medio del finalizzato tradizionale sale a 8.316 euro, il 10,7% in più. Sono perimetri diversi da quello dell’Osservatorio, che misura le sole richieste legate alla mobilità, e il raffronto vale come ordine di grandezza. «La transizione verso veicoli più efficienti sta modificando anche le dinamiche di accesso al credito», osserva Armando Capone, general manager di Experian Italia.

Cambia anche chi firma. Le richieste di finanziamento presentate da donne crescono del 12,4% e quelle della fascia fra 18 e 29 anni del 14,9%, mentre le immatricolazioni intestate a chi ha fra 30 e 45 anni salgono del 14,3%. La geografia si sposta verso sud, con incrementi delle immatricolazioni del 32% in Sicilia, del 30,6% in Campania, del 24,6% in Sardegna e del 23,2% in Puglia.

Sul mix tecnologico il semestre raccontava una storia che i mesi successivi hanno già corretto. Fra gennaio e giugno l’ibrido aveva raggiunto circa metà delle immatricolazioni dal 44% dell’anno prima, l’elettrico puro segnava un aumento del 77,5% con una quota dell’8,4% e il plug-in cresceva dell’85,1% fermandosi al 9%, con benzina e diesel in flessione rispettivamente del 17% e del 25,5%. Ad agosto il quadro è diverso: le immatricolazioni di veicoli elettrici si sono fermate a 4.434 unità con una quota del 6,4%, il valore mensile più basso dell’anno, contro le 16.132 di marzo, dopo l’esaurimento degli incentivi legati al fondo PNRR-MASE. L’ibrido tradizionale si è attestato al 47,02%, sotto la soglia del 50% per il quinto mese consecutivo, mentre il plug-in è salito al 12,1% con un progresso del 74,3%.

Il mese di agosto ha chiuso con 69.411 immatricolazioni e una crescita del 3,2%, che ANFIA ha però ricondotto a una giornata lavorativa in più: a parità di giorni il dato sarebbe negativo dell’1,7%. Il cumulato dei primi otto mesi raggiunge 1.129.596 unità con un aumento dell’8,5%, e le quote progressive assegnano il 49% all’ibrido, il 9,4% al plug-in e l’8,1% all’elettrico. Nello stesso periodo i marchi cinesi hanno registrato una crescita del 92,1% arrivando al 15% del mercato. «Il dato delle immatricolazioni non ci lascia tranquilli», ha commentato il presidente dell’associazione Roberto Vavassori.

Una parte di quei volumi non corrisponde a una decisione di acquisto finanziata. Secondo le rilevazioni Federauto, il 53,31% delle targhe di agosto è stato emesso negli ultimi tre giorni del mese, 37.040 vetture, con una media giornaliera di 12.347 unità contro le 1.802 del resto del periodo. Le autoimmatricolazioni della rete valgono 10.130 unità, il 14,58% del mese, e 115.783 nel cumulato, pari al 10,23%. Il presidente Massimo Artusi ha parlato di «un mercato che corre a fine mese e frena il resto del tempo», segnalando che la rete assorbe una quota crescente di rischio di stock.

Le previsioni per l’anno non coincidono. UNRAE ha rivisto al rialzo a luglio la stima 2026 portandola a 1,610 milioni di unità, in crescita del 5,5% sul 2025; il Centro Studi Promotor colloca la chiusura intorno a 1,58 milioni, rimarcando una distanza di diciassette punti percentuali dai volumi del 2019 e riconoscendo al contempo «un consolidamento del clima di fiducia tra i concessionari». Il presidente di UNRAE Roberto Pietrantonio ha ribadito il primo settembre che «resta prioritaria e urgente una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali».

Quattro elementi vanno considerati prima di leggere questi numeri come una trasformazione lineare. Il primo è che la quota di acquisti finanziati poggia su una base in contrazione sul versante dell’usato, dove i passaggi di proprietà calano dell’1,8% nei primi cinque mesi e le richieste di credito dello 0,8%. Il secondo riguarda il valore posticipato: una maxirata finale presuppone una stima del valore residuo del veicolo al termine del contratto, e le quote delle diverse alimentazioni si stanno muovendo di diversi punti percentuali nel giro di pochi mesi. Il terzo è la divergenza fra le stime di chiusura d’anno, che separa trenta mila immatricolazioni fra le due principali previsioni disponibili. Il quarto è che agosto è un mese poco rappresentativo, come la stessa ANFIA riconosce, e i dati di settembre saranno diffusi nei primi giorni di ottobre.


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